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"BRIGANTESSE"

ARCANGIOLA COTUGNO e ELISABETTA BLASUCCI

Rispettivamente di Montescaglioso e di Ruvo di Puglia, donne dei guerriglieri lucani Coppolone e Libertone; furono catturate presso le loro abitazioni, processate per brigantaggio e condannate a 20 anni di carcere. Morirono dopo pochi mesi

da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella

Nel 1863 e 1864 Rocco Chirichigno detto Coppolone era in Basilicata, con sua moglie Arcangela Cotugno. L'avanzata di Garibaldi entusiasmò la famiglia di Arcangela, e suo fratello Giovanni si arruolò fra i garibaldini e combatté al Volturno contro l'esercito borbonico. Il marito rimase deluso quando perdette la speranza di avere in assegnazione un pezzo di terra promesso da Garibaldi, si dette al brigantaggio, e seguì Borjès. Coppolone venne in Basilicata dopo l'avventura di Borjès ed Arcangela lo raggiunse, diventando brigantessa ed impaurendo i campagnoli del materano. Rapine di animali, grassazioni, estorsioni, sequestri, incendi, ed infine attacco e resistenza alla forza pubblica in tenimento di Montescaglioso e alla masseria San Vito di Sanmauro, erano i numerosi delitti di cui doveva rispondere. Dopo un triplice omicidio a Bernalda, Arcangela, molto malata, si costituì al delegato di Montescaglioso. Era in attesa del processo, quando seppe della morte del marito per causa naturale. Questi casi di briganti-garibaldini dimostrano come non soltanto il Cardinale Ruffo accoglieva tra le sue schiere i briganti, anche Garibaldi li accoglieva.

da: Giovanni De Matteo "Brigantaggio e Risorgimento - leggittimisti e briganti tra i Borbone e i Savoia"" Alfredo Guida Editore, Napoli, 2000

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