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VILLELLA TORNA A CASA

 


 

I miei complimenti al consigliere comunale PD, Domenico Mangone di Torino, per aver posto la questione del cr= anio di Giuseppe Villella, esposto al Museo Lombroso e la cui restituzione &egra= ve; stata chiesta dal paese d'origine, Motta Santa Lucia, in Calabria, oggi amministrato dal sindaco Amedeo Colacino, discendente proprio di quel presu= nto “brigante” la cui conformazione ossea rivelò allo... scienziato celebrato dal museo dell'Università torinese, che i meridionali sono delinquenti nati.

E una osservazione sulla ragione c= he viene opposta, da cotanta autorità culturale pedemontana, per rifiut= are la restituzione: il cranio sarebbe di proprietà pubblica, dello Stat= o, insomma (chissà perché non sostituibile con un calco?). Nemme= no il pizzico di buon senso e buon gusto, per evitare la miseria di un tale argomento. A volerlo esasperare, si potrebbe farne notare il contenuto di v= iolenza, degradazione: oppresso da vivo, schiavo “di proprietà” altrui, anche da morto, manco l'ossa!!! Avete mai ascoltato “un servu= e un Cristo” (magari nell'esplosiva versione dei “mattanza”= di Reggio Calabria, vedi su youtube)?Iil padrone “dici chi la vita, mancu è la mia”. E mancu la morte, nel 2013!?!? Un filo di umanità, un po' di buona volontà e una stupida, inutile contrapposizione lascerebbe il posto a un gesto di riconciliazione e, perché no?, di collaborazione, per trarre, anche da questa vicenda, = un insegnamento più civile per tutti. Cari prof dell'Università: quell'osso è un segno di una dignità offesa e di un'offesa che non è più accettata. Lo rivogliamo, per rimettere a posto qualcosa che ci fa ancora male e che la vostra resistenza spinge a ritenere incredibilmente viva dopo un secolo e mezzo. Non penso sia così (a p= arte uno due casi... noti), ma il vostro comportamento autorizza a ritenerlo. Se= rve solo a ritardare qualcosa che avverrà, che si potrebbe far bene prim= a, invece che male e a forza, dopo.

Pino Aprile