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FRATELLI D’ITALIA

Ma lo s= ono anche i napoletani che ‘puzzano’ ”?

 


 

Continuano le simpaticissime gag d= ei due popolari comici napoletani Edo e Gigi che, da qualche tempo, diffondono= attraverso la loro rubrica “Il fattariello” una pungente critica su tutto quanto in qualche modo coinvolge la cultura, la politica e la dignità della nostra Gente.

Buona lettura.

 

Cap. Alessandro Romano

 

 


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Il fattariello

a= cura di Edo e Gigi

(I Fatebenefratelli)

 

 

È di questi giorni la legge approvata dal Senato che, tra l’altro, all’art.2 prevede, oltre all’insegnamento obbligatorio dell’inno di Mameli “Fratel= li d’Italia”, anche percorsi didattici su risorgimento, unit&agrav= e; d’Italia, inno e bandiera.

Ma scusate, se la Costituzione sancisce la libertà di pensiero, perché ci debbono imporre un inno nel qu= ale noi meridionali non ci riconosciamo? Non solo; questa specie di unità s’ha pigliato ‘a nuje tutte chello ca ce steve a piglià, mò ce vonno fa cantà pure Fratelli d’Italia? Insomma ce vonno fa curnute e mazziate. No… non ci stiamo per niente. E poi̷= 0; e poi anche i nostri senatori, come quelli delle idi di marzo, anziché pugnalare Cesare, hanno pugnalato la nostra Storia; e ci riferiamo ai senat= ori dell’Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia, che hanno votat= o a favore! Ma nun se mettene scuorno?

A meno che, essendo senatori, forse nemmeno conoscono la storia del Nostro Grande Regno; forse pur magnificando l’inno di Mameli, non sanno che, nella 4^ strofa, il Mameli, riferend= osi alla vittoria della repubblica di Firenze contro l’esercito imperiale= di Carlo V, in effetti esalta l’istituzione repubblicana che combatte il governo monarchico; e infatti che facette Vittorio Emanuele II, memore di q= uei versi, dopo aver invaso il nostro regno? Mica istituì la Repubblica…manco p’’o cacchio! (per non dire altro), si autoproclamò Vittorio Emanuele II Re d’Italia, alla faccia di Mameli e della 4^ strofa.

E poi vorremmo sapere, come spiegheranno i doce= nti, l’inno agli alunni? Secondo la loro interpretazione? E come racconter= anno il risorgimento e l’unità d’Italia? Spiegheranno agli al= unni che si trattò di una pura e ignobile invasione del nostro regno? Dir= anno alle nuove generazioni che, per ordine del generale Cialdini, i paesi di Casalduni e Pontelandoflo vennero rasi al suolo dai bersaglieri piemontesi, dopo che questi ebbero trucidata tutta la popolazione e stuprato e violenta= te le donne?

Spiegheranno agli alunni, dopo che questi, inconsapevolmente, avranno cantato “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta eccetera…” che la maledet= ta triade piemontese mazzinicavourvittorioemanuele, ci spogliò di tutti= i nostri beni, lasciandoci letteralmente in mutande e costringere, così= ;, i nostri trisnonni a partire “pe’ terre assje luntane” per guadagnarsi quel pezzo di pane che na vota s’’o faticavene a ca= sa lloro? Ma quanno maje!

Continueranno a cantare “fratelli d’Italia” quando gioca la nazionale, senza manco sapere il significato di quelle parole. Noi napoletani non possiamo sentirci fratelli ‘e nu strunzo ca dice ca nuje puzzamme! Nuje nun sapimme se l’Italia “s’è desta o no!” ma ‘na cosa è certa: che noi ci dobbiamo destare, cioè ce avimma scet&agr= ave; ‘na bbona vota e far valere le nostre ragioni (e regioni)!

Quindi aspettiamo il mercato di gennaio, ma non quello del Napoli per sapere De Laurentiis a chi s’accatta e chi se venne. No! Il mercato dei politici: Bersani contro Renzi, Grillo contro tut= ti, Vendola contro Bersani, Formisano contro Di Pietro, Casini contro…boh= .. e chi ‘o ssape, Fini contro Berlusconi…. la Santanchè cont= ro la Mussolini etceveze etceveze! Ih che ’nzalata.

A questo punto, mettiamo da parte politica e Ma= meli e, se permettete, sapete cosa facciamo? Ce cunzulamme cu Cavani! E anche a = loro diciamo: Cavan… a fà… (il resto mettetecelo voi!). =

Alla prossima.