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“A RETI UNIFICATE”

 

Appello ai Tiragliatori sc= elti

 


&nb= sp;

Poteva essere una buona occasione = per dibattere pariteticamente sulla Questione Meridionale, intesa come rivisitazione storica finalizzata alla individuazione delle cause che hanno= determinato le attuali condizioni di depressione economica e sociale della parte meridionale del Paese Italia. Ma così non è stato. La trasmissione “ A Reti Unificate” che ha visto l’interconnessione delle TV campane, è risultato il solito “trappolone mediatico”, un formidabile paccotto televisivo per = far passare la solita malefica teoria dei Borbon”i”  brutti, sporchi e cattivi”.

Non si è fatta attendere la risposta della Segreteria del Movimento Neoborbonico e, naturalmente, quella dei numerosi attivisti.

Ora tocca  a tutti voi apprendere cosa &egrav= e; successo e far giungere il vostro/nostro fermo dissenso alle rispettive redazioni e soggetti interessati.

Il consiglio è quello di inviare una nota breve ed immediata tipo:

= “Boicotterò la vostra trasmissione ‘A Reti unificate - La tv del Sud’ antiborbonica e antimeridionale e boicotterò i suoi sponsor”.<= /span>

 

canale9@9online.it

redazione@canale21.it 

amministrazione@canale21.it

info@canaleotto.it

acp@alessandrocecchipaone.it 

corporate@costa.it 

 

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Cap. Alessandro Romano

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A RETI UNIFICAT= E

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 La trasmissione andata in onda su d= iverse televisioni campane consorziate (“A reti unificate”) era stata presentata come “La TV del Sud”.

  il giornalista Valentini che ha ap= pena pubblicato (e ampiamente e platealmente pubblicizzato in trasmissione) il l= ibro “Brutti, sporchi e cattivi: i meridionali sono italiani?” in cui, sostanzialmente, viene scritto che “il Sud deve riconoscere le sue colpe” e che “i vizi = del Sud sono diventati vizi italiani”; 2) un giovane modello, figlio di un proprietario di un produttore di mozzarelle, “che ha avuto il coraggi= o di dichiarare che era gay”; 3) “l’ultima sciantosa”, u= na signora di mezza età che “ha anche vinto un quiz televisivo con Cecchi Paone”; 4) un Leoluca Orlando in vena di filosofismi e “contro gli eccessi di identità e di orgoglio”; 5) l’ex potentissimo ministro Paolo Cirino Pomicino che ci voleva insegn= are le nozioni principali della politica e al quale nessuno ha ricordato le sue responsabilità oggettive nei problemi anche attuali del Sud; 6) l= 217;attore Simone Schettino (l’unico a ricordare verità storiche e politi= che con preparazione e fermezza).

morivano giovani, bassi e macilenti perché non mangiavano”.

  “A RETI UNIFICATE “ DI ALESSANDRO CECCHI PAONE!

  

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Alcune lettere alle redazioni

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  “Brutti, spor= chi e cattivi: i meridionali sono italiani?”, non si è fatto altro c= he reiterare i soliti luoghi comuni contro il SUD, da meridionale orgoglioso d= ella propria identità, sono rimasto, a dir poco, INDIGNATO!!!<= /span>

  degli Stati preunitari della pianu= ra padana!

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  “Brutti, spor= chi e cattivi: i meridionali sono italiani?”, non si è fatto altro c= he reiterare i soliti luoghi comuni contro il SUD, Le confesso che, da meridio= nale orgoglioso della propria identità, sono rimasto, a dir poco, INDIGNATO!!!

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Egregi Signori,=

non intendo usare toni accesi - anche se questa particolare circostanza lo richiederebbe - affinché il mio intervento non possa essere strumentalmente tacciato di maleducazione e inciviltà.
Mi limito solo a farvi notare che la trasmissione "A reti unificate&qu= ot;, andata in onda ieri sera, è stata preceduta da quella che si chiama "pubblicità ingannevole". Nelle affermazioni dei responsab= ili di ciascuna emittente, infatti, essa avrebbe dovuto finalmente dare voce al Sud.
Le attese sono state invece deluse, e nella maniera peggiore. "A reti unificate" si è risolto in un deprimente manifesto del modo in = cui il potere coloniale in vigore da un secolo e mezzo vuole che noi Meridional= i ci rappresentiamo (e ci autorappresentiamo): vergognosi della nostra stessa st= oria (cito l'ineffabile Cecchi Paone: "...sotto il Regno delle Due Sicilie = la maggior parte delle persone viveva pochissimo, moriva di fame o di una picc= ola febbre o di raffreddore, erano tutti ignoranti, erano tutti sporchi, erano tutti veramente cattivi...") e perennemente con il cappello in mano a = dire grazie al Nord perché ci permette di emigrare per lavorare (ancora Cecchi Paone: "Ringrazio i tanti giovani meridionali che ci hanno raccontato di esperienze di lavoro bellissime che hanno avuto al Nord e per questo gli sono grati...").
C'era bisogno di creare un network di televisioni per ribadire queste idioz= ie, che non possono nemmeno essere confutate perché non sono opinioni storiche, ma - appunto - pure stupidaggini? Basta e avanza la programmazione quotidiana di "Mamma Rai"...
Spero sinceramente in un ripensamento radicale, da parte vostra, della trasmissione (ammesso che perseveriate nel portarla avanti) e, soprattutto = del conduttore. Il "ciuccio e presuntuoso" Cecchi Paone - il quale, f= ra l'altro, si è pure consentito il lusso di insultare un artista della levatura di Eddy Napoli - può arrivare a essere considerato un buon professionista e, addirittura, un uomo di cultura (!) solo in un paese come= il nostro, che ha ormai messo al bando la competenza e l'intelligenza, premian= do l'incapacità e l'arrogante cialtroneria. Non mi sorprende, perciò, che il medesimo Cecchi Paone sia uno strenuo difensore di "questa" Italia e dei suoi impresentabili "padri"!
Cordiali saluti.

Lorenzo Terzi

 

 


 

  e dalle dichiarazioni dello stesso Cecchi Paone, che hanno preceduto la prima punta= ta, mi aspettavo veramente di trovarmi di fronte a qualcosa di nuovo e quindi insolito per la televisione nazionale e locale.

<= span style=3D'mso-themecolor:text1'>www.liberoquotidiano.it )….=

  ho avuto modo di constatare con rammarico che si è trattato ancora una volta solo di belle parole e buoni propositi, puntualmente disattesi.

&nbs= p; Eddy Napoli non è “un cantante” qualsiasi, fa par= te di diritto di quella schiera di artisti che rappresentano la canzone e la cultura napoletana nel mondo.

= spaventose, la maggior parte delle persone viveva pochissimo, moriva di fame, moriva di= una piccola febbre, di raffreddore, erano tutti ignoranti, erano tutti sporchi, erano tutti veramente cattivi perché prigionieri di un assenza total= e di destino”.