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L’OPINIO= NE

 


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PENSIERI E PAROLE=

 

di=

Salvatore= Lanza

 

 

Ormai anche io mi avvicino ai quarant’anni, ho fat= to le mie esperienze, tengo una famiglia, e grazie a Dio ho una bambina bellis= sima che si chiama Sofia (casualmente)!

Sto invecchiando con i miei difetti che sono parecchi, c= on i miei pochi pregi e continuo a chiedermi quotidianamente: può mai ess= ere, che con i capelli bianchi, le esperienze elettorali negative, le spaccature= su tutti i fronti, 128 sigle (con altrettanti militanti), le invidie, le lotte intestine, i santoni che predicano o come direbbe Lucio Dalla, i “ces= si che parlano”, stiamo ancora a gridare, “rivoluzione”, “facciamo un partito”, “candi= diamoci ancora”? Ma volete capire che stiamo solo al primo chilometro del percorso, e lo dico io che faccio questo da 20 anni,  e che in questo momento non serve = un partito?

Ci incontriamo, ci contiamo, sempre più spaccati = tra di noi, sempre più arrabbiati gli uni con gli altri e stiamo sempre fermi al primo chilometro del percorso. Tanti generali che si strappano le vesti e i capelli (i pochi che ci restano), che si prendono le sedie e i po= sti migliori, che arrivano sul campo con la divisa da battaglia (o quasi) con i loro capelli, pardon, cavalli bianchi, molto spesso tengono pure gli scudie= ri con le bandiere e le insegne, ma si sono dimenticati che non tengono l’esercito? Non solo, si sono dimenticati che non sanno come si coman= da. Non lo fanno neppure a casa loro, figuriamoci fuori.

A casa mia comanda mia moglie! La politica italiana al contrario offre l’altra faccia della medaglia: tengono l’eserci= to ma i generali non servono.

Può essere che un uomo medio di 50 anni non arriv= a a capire che, se pure scattasse per miracolo un seggio e si occupasse uno scr= anno qualsiasi, non serve "ad una mazza"?

Il più grande di tutti, Angelo Manna, ha fatto il deputato per 10 anni ed è morto solo, pieno di mortificazioni da par= te della gente che l’aveva votato, nonostante migliaia di proposte di le= gge e battaglie parlamentari “inutili”  che nessuno si ricordava più= ;. A cosa è servito? Che il povero “Ngiulillo”, (così = lo chiamavano affettuosamente i suoi amici più cari quando ci incontravamo), formalmente non è servito alla causa. A parte i libri e la sua biblioteca (seconda solo a quella Nazionale) a piazza Leonardo al Vomero.

Immaginiamo il migliore di noi che, non si offenda nessu= no, è l’unghia del mignolo del piede del grande meridionalista. Qu= esta è la realtà, fatevene una ragione, dobbiamo continuare a lavo= rare giorno per giorno, e non solo tre o al massimo quattro volte all’anno= , come i  cambi di stagione. L’esercito si costruisce e non arriva naturalmente. L’esercito arriverà forse tra venti anni, forse con la prossima generazione, e tutti quelli che ci credono veramente, iniziassero a lavorare seriamente, t= utti i giorni, come facciamo noi Neoborbonici da vent’anni. Se questi venti anni io li avessi trascorsi in un qualsiasi partito tradizionale, oggi sare= i, lo affermo con grande serenità, almeno consigliere regionale. Ma a c= osa sarebbe servito? Ad avere una casa più bella? Un conto più sostanzioso? Tante amicizie importanti? E poi? Avrei letto 200 libri in men= o, non sarei stato tanti anni in archivio, non avrei conosciuto migliaia di neoborbonici.

Ieri sera ho rivisto, per puro caso, un ragazzo di dicio= tto anni che appena due mesi fa da lontano ci ha detto: “Continuate così, fatelo per i napoletani”. Questi = sono i risultati veri, tutto il resto cari meridionalisti non è noia, è il meridionalismo che da 150 anni non ci fa trovare l’eserci= to. Chi non sa o non vuole aspettare, facesse altro, non esistono espedienti, s= corciatoie, colpi di fortuna o rivoluzioni in 48 ore. Esiste il lavoro e quello prima o= poi ripaga, culturalmente parlando. Fateci lavorare in santa pace.  A noi servono nuovi meridionali e = non nuovi meridionalisti inutili che vogliono sbarcare il lunario o per la fret= ta e la frenesia (spesso patologica) personale, ci fanno rischiare di buttare a = mare tanti anni di buon lavoro. La Causa è più importante di noi uomini. Non ci serve una poltrona e come direbbe San Filippo Neri: “Preferiamo il Paradiso”.