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SUL MEETING DI BARI

 

NON DI UN SOLO GIORNALE,

= MA DI 10, 100, 1000 STRUMENTI

= DI INFORMAZIONE E RACCORDO

= HA BISOGNO IL SUD

di

Alessandro Romano

 

Lo abbiamo sempre detto e lo ha ribadito in più modi lo stesso Pino Aprile nell’incontro di Bari: “Il Sud deve avere una voce che prescinde da ognuno di noi, p= rima di un leader ci vuole uno strumento efficace che informi ed unisca”.<= /i> Chi potrebbe dimostrare il contrario?

Chi, nel vano intento di offendere, ha marcato la saggia decisione di Pino Aprile quale “opzione culturalista di matrice neoborbonica” non ha fatto altro che evidenziare involontariamente l’unica e vera opzione possibile oggi per riuscire a gettare le basi = ad una futura azione partitica unitaria ed efficace.

Chiedersi a cosa serve scrivere su un giornale le verit&agrav= e; storiche, significa ignorare il perché oggi si parla di tutto ciò, significa ignorare 20 anni di recupero di una identità negata che sarà l’unico strumento di riscatto per la nostra Ge= nte.

Non ci piace infierire, ma è utile sapere che molto probabilmente ha contribuito a convincere Aprile definitivamente “sull’opzione neoborbonica” la platea che aveva di fronte= . E non parlo tanto della quantità degli intervenuti, quanto della quali= tà degli interlocutori. E, naturalmente, non mi riferisco a Patruno, Emiliano, Mazza, Forgione, Gulì e Ciano che, con i loro interventi, hanno innalzato lo spessore politico dell'assemblea.

Sicuramente a molti avrebbe fatto comodo gettare l’insignificante “grammo” del proprio peso politico sul piatto del meridionalismo per inclinare definitivamente una bilancia messa = in bilico dalle tonnellate di fatica fatta da altri: “Gli ultimi non si illudano di aver fatto tutto loro, c’&egrav= e; il sostanziale peso di chi li ha preceduti”….. Non è millantando capacità, crediti e numeri che si riesce a costruire un = vero movimento politico e ad ottenere consensi. Questo Pino Aprile lo sa bene ed è stato onestissino a suggerire qual è l’unico modo per intraprendere la strada giusta ed ottenere consensi. Che poi questo corrisp= onde esattamente a quanto noi stiamo dicendo e facendo da 20 anni, non mi sembra= una colpa. Una colpa l’avrà, invece, chi si ostina a scostarsi dal= la strada maestra ed a suggerire soluzioni sbagliate, controproducenti e di si= curo insuccesso.

E poi chi ha detto che sarebbe stato sufficiente percorre centinaia di chilometri per mutare questa situazione e convincere al “suicidio politico” Pino Aprile?  Non penso che una persona ragionev= ole possa recriminare su ciò: Pino Aprile è stato chiamato non è avvenuto il contrario.

Concludo affermando che non volevamo intervenire sulla questi= one, ma poi decine e decine di lettere sul tono di quella di Michele Vaccaro (in allegato) e di aderenti al PDS ci hanno indotto a dire la nostra.

Per lo stesso motivo il Presidente ha ritenuto emettere una n= ota che riportiamo integralmente.

  

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&n= bsp;

Napoli, 9 settembre 2012.

Dopo una consistente campagna per coinvolgerlo da leader di = un movimento sudista e dopo una apposita "convention" a Bari (circa 50 i partecipanti nonostante un sindaco, un assessore e una ventina di associazioni...) Pino Aprile ha concluso: "Meglio un giornale per il Sud: p= er la politica c'è tempo e magari potrebbe pure non servire".

Esattamente quello che i Neoborbonici sostengono da circa 20 anni: nonostante urgenze e necessità, dobbiamo continuare a diffonde= re memoria storica, orgoglio e consapevolezza... e i frutti arriveranno come stanno arrivando.

Perfettamente d'accordo, come al solito, con Pino e... andia= mo avanti, magari anche con un giornale!

Gennaro De Crescenzo

Presidente Movimento Neoborbonico

 


 

Cari amici della Rete,

ho seguito con molta attenzione la vicenda dell’appello a Pino Aprile ed abbracciando totalmente il punt= o di vista da voi egregiamente evidenziato, ho ben accolto la decisione del noto giornalista e scrittore di continuare sul percorso culturale per realizzare= il substrato politico indispensabile a qualsiasi avventura partitica.

Tra i vari sfoghi sulle conclusioni d= el meeting di Bari, emerge e riassume il pensiero di alcuni quello di un certo Zenone di Elea (?) diffuso su face book ed a me giunto via e-mail.

Credo sia il caso di dare una risposta adeguata a quanto affermato con una certa vena polemica dal misterioso articolista.

Vi ringrazio molto.=

Michele Vaccaro (SA)

 


 

( Queste le lettere diffuse su facebook e giunte in Redazione )

&n= bsp;

Non ci serve un giornale

 

Non ci serve un altro giornale che ma= gari non comprerà nessuno. Il compianto Roberto Maria Selvaggi fece un ot= timo giornale “sudista” per chi non ne avesse contezza ed ora quel giornale non esiste più.

Al sud serve una rappresentanza polit= ica nuova, organizzata, per portare avanti i suoi interessi territoriali, per tutelare le imprese, pretendere le infrastrutture, evitare che le forze migliori se ne vadano per il mondo a creare ricchezza e benessere in altre nazioni (compresa la padana, tanto per essere chiari).

Forse l’uomo giusto non è ancora venuto fuori perché i tempi non sono maturi o forse perch&eac= ute; siamo drogati da 151 anni di servitù e siamo incapaci di immaginarci liberi e autonomi.

Qui non si tratta di fare scatafasci = o di alzare le barricate, solamente di portare in parlamento qualcuno che cominc= i a suonare una musica diversa, da quella stonata che sentiamo dal 1861.

A cosa mi serve scrivere su un giorna= le sudista che Garibaldi sequestrò arbitrariamente 11 milioni di ducati= ?

« Garibaldi avait, depuis le 20 septembre, ordonné, sur le rapport de Conforti, la confiscation de 11,000,000 de ducats que la famille des Bourbons possédait à = la Banque publique de Naples, et que le roi François II n'avait point voulu, avant son départ, convertir en rentes sur des banques étrangères. » Cfr. Histoire de la révolution de 1860… Paul Bottalla.

A che ci servirà leggere che il sud oggi è pieno di eccellenze? Se poi i treni ad alta velocit&agrav= e; si fermano a Napoli ed in parlamento non si alza un parlamentare a dire che è uno schifo, andando poi a  ripeterlo fuori da Montecitorio al primo giornalista che gli capita a tiro?

Abbiamo conosciuto Pino Aprile e lo stimiamo per quanto ha scritto ed ha detto sulle Provincie Napolitane negli ultimi due anni, ma dichiarare a www.tusinatinitaly.it che avrebbe deciso all’ultimo momento guardando negli occhi i propri interlocutori e poi tirare fuori dal cappello non un educato diniego (del tipo “vi ringra= zio, non me la sento” oppure “vi ringrazio ma speravo che arrivassero diecimila persone oggi a Bari”) ma un “ho deciso di fondare un giornale” ebbene non ci pare elegante verso chi ha fatto centinaia di chilometri per ascoltarlo.

Ovviamente non si deve entrare in politica se non si è convinti, ma ribadiamo che a pochi mesi dalle p= olitiche il sud perde un altro treno. Resta sull’orizzonte il partito dei sind= aci ma non è la stessa cosa di un movimento a base identitaria come pote= va essere quello con un Pino Aprile o con qualche altro personaggio.

Non ci interessa molto fare della die= trologia ma di fronte a questa opzione culturalista di matrice neoborbonica qualche domanda sorge spontanea.

A chi fa l'esempio di Manna per dire = che non basterebbe un parlamentare è ovvio che ci riferiamo a parlamenta= ri con dietro un movimento identitario delle Provincie Naòpolitane. Per cronaca ricordiamo che Angelo Manna fu eletto come indipendente nelle liste= del MSI, il partito più tricolorato del parlamento italiano!<= /span>

La sua fu una battaglia generosa ma solitaria.

Zenone di Elea – 9 settembre 20= 12.

 

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Ottimo il progetto di Pino Aprile

 

Ottimo il progetto di Pino Aprile per un quotidiano del Sud, ma ci sono tante cose che non vanno. In primis, molti iscritti del Partito del Sud non si sentono rappresentati dall'attuale vertice. Balia ha affermato che sapeva da due mesi che Pino Ap= rile non avrebbe accettato. Perché non lo ha comunicato a tutti noi? Pino Aprile ha detto che stava lavorando sull'idea del quotidiano da circa un me= se e mezzo. Quindi aveva già preso la decisione di non essere un leader d= ei movimenti. Se avessimo tutti saputo che a Bari ci sarebbe stata solo la presentazione dell'idea di un nuovo quotidiano, molto probabilmente molti iscritti del nostro Partito ( io in primis) non saremmo venuti! É co= me se io invitassi i tifosi del Napoli a venire allo Stadio perché c'é Maradona. Poi Maradona non viene ed io lo sapevo da due mesi! No= n vi sentireste presi in giro. Fuori questi ladri di sogni che non rappresentano nessuno. Ma poi quel signore pelato affianco a Balia che batteva il pugno s= ulla scrivania come se fosse un professore esaurito in una scuola, ma chi cavolo crede di essere? Basta con questi falsi meridionalisti! <= /i>

Poi, pongo una domanda a Marco Esposito e Pino Aprile. Può una persona definirai meridionalis= ta affermare che il meridionalismo é finito? Può quella persona a cui piace forse anche il colore arancione ( un nuovo movimento ? ) sedersi accanto a voi? Hanno commissariato due sezioni solo perché non la pensavano come loro. Balia si comporta da dittatore anche se poi parla di democrazia. Ma democraticamente faremo fuori lui e i suoi compari con un assemblea in quanto non sono al direttivo perché eletti dalla base. Hanno deciso da soli di sedersi al vertice. Quindi, caro Pino Aprile, Luigi= de Magistris, Marco Esposito, sindaco Emiliano, sappiate che i vostri interlocutori del Partito non godono dell'appoggio di tutti! Viva il Sud! V= ia i ladri di sogni e coloro che sull'onda del meridionalismo cercano solo obiet= tivi personali! La trasparenza non ha mai fatto male a nessuno! Se sapevate, ave= vate il diritto di dirlo!

Rosario Morra<= /span>

 

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Partito del SUD Gruppo Sannita

 

8 Settembre 2012 una giornata fuori dall’ordinario

 

A Bari, nella bella sala del Consiglio Comunale, abbiamo seguito i lavori della giornata voluta da Marco Esposito, assessore meridionalista del Comune di Napoli. In questa giornata, noi tutti firmatari della lettera a Pino Aprile, abbiamo potuto incontrare lo scritto= re ed avere un resoconto meditato di quanto lui aveva elaborato in merito alla richiesta di porsi alla testa del nostro movimento per le future elezioni politiche.

Ebbene Pino ci ha spiegato che tale proposta per quanto lo abbia messo in seria difficoltà, non rientran= do tra le sue priorità, non può essere da lui accettata in quant= o al momento ha un progetto ben più importante: mettere a punto un grande quotidiano del e per il SUD.

Noi del Gruppo Sannita “Concetta Biondi” del Partito del Sud, dopo una lunga e intensa discussione crediamo che:

 

1. Un uomo come Pino Aprile, un così valente giornalista, sia ben più prezioso come Direttore= di un grande quotidiano che come leader politico. Questa sarebbe la funzione da cui è stato rimosso forzosamente alcuni anni fa, dall’ingerenza del suo editore dell’epoca, ed alla quale potrebbe tornare con un lib= ero progetto imprenditoriale-editoriale nel quale lui troverebbe la sua pi&ugra= ve; naturale collocazione, dando finalmente voce al SUD e perché no anch= e al Partito del SUD ed a tutti i movimenti ed aggregazioni della galassia merid= ionalista. Non dobbiamo inoltre dimenticare che Pino oltre al libro “TerroniR= 21; negli ultimi anni ha ispirato spettacoli teatrali, eventi musicali e canzoni che sono già un inno del SUD. Questa è la sua naturale collocazione e nella quale tutto il SUD ed i movimenti possono trarne il massimo vantaggio.

 

2. Dobbiamo smetterla di inseguire il sogno del grande leader arrivato da lontano, della campagna acquisti ben riuscita, dell’arrivo del messia. Come ci ha ricordato proprio Pino un gruppo di persone ordinarie può fare cose straordinarie. Dobbiamo continuare nella costituzione del nostro grande ed importante movimento in tutto il meridione ed oltre.

 

3. Chi ha creduto solo nell’arr= ivo del messia senza credere nel movimento, chi ha investito oltre un anno solo= su questo progetto, senza investire sul movimento che si andava creando deve dimettersi e lasciare spazio ai giovani. Chi ha osteggiato la base realizza= ndo anche degli editti di espulsione o sospensione di interi gruppi di militanti deve chiedere scusa e fare un passo indietro, perché la storia li già posti nella retroguardia. Non biasimiamo costoro, la loro et&agr= ave; media parla chiaro: vorrebbero un ascensore per il paradiso, ma ahinoi &egr= ave; un articolo che non è in vendita, vorrebbero vedere a breve realizza= rsi i loro sogni, non vogliono o forse non sentono di avere il tempo di aspetta= re, o qualcuno di loro potrebbe avere velleità personali di vario genere. Così invece di puntare sul gruppo di straordinarie persone ordinare = di cui è già costituito e si potrebbe arricchire

il movimento, cercano al di fuori l’uomo straordinario, non contattano e non visitano le realtà territoriali. Pino ci ha detto che anche lui è un uomo ordinario ed è diventato straordinario grazie anche a noi che lo abbiamo letto e seguito.

 

4. Nel più naturale e periodico avvicendamento, abbiamo bisogno di un nuovo e giovane gruppo dirigente, che= non sradichi il movimento da ciò che Antonio Ciano ha fondato ma che por= ti il movimento su gambe forti e veloci, con la sapienza di chi sa seminare ed aspettare, verso il massimo radicamento, verso la massima diffusione delle idee, verso i successi che potranno e dovranno venire.

 

18.07 09/09/2012

 

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Una mia riflessione su quanto successo ieri a Bari nell'incontro con Pino Aprile: premetto che sono molto soddisfa= tto per come sono andate le cose, ma vorrei far notare che, a chi nei giorni sc= orsi molto maliziosamente ( per non dire altro) ha affermato che tutto era finalizzato a vendere il suo libro, Pino ha impegnato gran parte dei suoi introiti dalla vendita di ''Terroni'' e '' Giu' al Sud'' per la nascita di = un giornale meridionalista che dia voce a tutti noi che voce non abbiamo. Ques= to e' fondamentale per la crescita del nostro movimento ed e' la ''conditio si= ne qua non'' per affrontare poi una sfida elettorale nazionale. Allora, tu che meschinamente hai insinuato che Pino e' interessato solo alla vendita dei s= uoi libri, devi solo vergognarti ..e ti chiedo ''tu avresti fatto altrettanto p= er la nostra causa?'' A questo punto faresti meglio ad andare per altri lidi, = di gente come te facciamo volentieri a meno.

Domenico Capobianco=

 

 

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Caro CAP. Romano,

 le fasi sono troppe. Oggi l'Italia = nata nel 1861 non esiste più . Oggi siamo stati risucchiati dalle bocche = di pompa dell'Europa e della globalizzazione, dalla politica globale accentrat= rice della moneta unica, e dalle lobbies della grande finanza. Da area coloniale della italietta del nord, ad area depressa del sud Europa. L'euro é già fallito, i banchieri stanno facendo di tutto per salvarlo per garantirsi i loro crediti, e per questo stanno portando alla miseria nera l'area marginale d'Europa. Noi non supereremo l'autunno. Lo spero. Solo l'uscita dall'euro e l'uscita dall'Italia padanocentrica ci può.salv= are.

Ma negli incontri di cosiddetti meridionalisti, non vedo elementi di spessore, di talento, non vedo imprenditori, non vedo forze attive del tessuto sociale, non vedo giovani talenti, ma vedo tanti galletti, tanti capetti di nulla, vedo tanti nostalg= ici, stupidi idioti, molti falliti, tante nullità che si azzuffano per nu= lla, tanta miseria, una squallida " putechella " , e poco altro. Ai no= stri figli serve di più. Al movimento servono tante altre cose. Speriamo = in un cambiamento.

Carmine Di Somma