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SULL’APP= ELLO

 

A PINO APRILE<= /span>

 

Lettera aperta all’autore di TERRONI

 

“Per una risposta a chi accusa i NeoborboniciR= 21; “di immobilismo politico

 


 

Caro Pino, è di questi giorni l’appello lanciato da una manciata di soggetti, tra i quali sedicenti rappresentanti di movimenti e partiti, con il quale ti invitano a “scendere in campo” e ad entrare in politica per avviare il “progetto di riscatto” del Sud.

Nei vari farneticanti proclami, riscontra= ndo una scarsa condivisione e, quindi, adesione da parte delle maggiori espress= ioni del neomeridionalismo, i medesimi individui hanno ben pensato di additare i Neoborbonici quali i “fomenta= tori dell’immobilismo politico nel Sud”. 

Tu ci conosci bene, sai quali sono i nost= ri sentimenti, ti sono noti i nostri obiettivi, apprezzi i nostri sacrifici, conosci la nostra schiettezza, come hai avuto modo di riscontrare l’affetto e la stima che nutriamo da sempre nei tuoi confronti. Perta= nto ci perdonerai se, ancora una volta, dimostrando di essere dei leali, caparb= i ed incorreggibili Neoborbonici, ti diciamo sinceramente e fuori dai denti il nostro pensiero sulla vicenda.

Ammesso e non concesso che sia giunto il momento di attivare le forze sane del neomeridionalismo politico, ma davvero è necessario che uno sparuto gruppo di soggetti partiticamente collocati, politicamente incapaci e strategicamente inconcludenti dica a Pi= no Aprile cosa deve fare?

Di simili patetiche sceneggiate nel corso= dei lunghi anni di militanza nel neomeridionalismo attivo ne abbiamo viste, ma sinceramente mai si era raggiunto un livello tale di sprovvedutezza ed approssimazione. Sarà la mortificazione di non riuscire a tirare la testa fuori dallo 0,001% dei voti validi, sarà la rabbia di non rius= cire a tradurre le migliaia di “mi piace” di Facebook in più = di una decina di consensi, sarà l’ansia di voler fare comunque qualcosa, anche a costo di utilizzare “la faccia” degli altri, = ma un livello tale di sfrontatezza i nostri “compatrioti” non l’avevano mai raggiunto.

Purtroppo nonostante le sonore batoste elettorali, gli spassionati consigli di amici, le interminabili riunioni, g= li incontri “al vertice”, le nottate di discussione su internet, n= on si sono ancora convinti che per raccogliere qualche risultato elettorale, occorre prima fare un duro, sistematico e rigoroso lavoro di divulgazione s= torico-sociale.

Ciò detto, siamo convinti che &egr= ave; profondamente ingiusto che queste persone utilizzino per le loro strampalate strategie i frutti ancora acerbi dell’opera di sensibilizzazione fatt= o da altri. Anche perché ogni loro “sconfitta” è un du= ro colpo ad anni di nostro duro lavoro.

Purtroppo a questi autentici “apprendisti stregoni” della politica non interessa quanto fatto finora dagli altri ed ecco perché, di tanto in tanto, tirano fuori d= al loro scalcagnato cilindro magico il solito coniglio malamente difeso, inesorabilmente preda dei lupi più spelacchiati e voraci della polit= ica.

Caro Pino, a parte il nostro pensiero, tu= hai tutti gli strumenti cognitivi, culturali e politici per prendere le tue decisioni. Tuttavia, se ci sono elementi e dati che a noi sfuggono, saremo = ben contenti di rivedere le nostre posizioni, ma di fronte vorremmo avere il Pi= no Aprile che conosciamo: autonomo e libero nella sua consueta onestà intellettuale.

 

Alessandro Romano