MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/411D8277/2012_08_27.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" RAFFAELE

 

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RAFFAELE

CI HA LASCIATI

LA NOSTRA PATRIA HA PERDUTO UN GRANDE UOMO

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Non tutti avete avuto la fortuna di conoscere il prof. Raffaele Rago di Battipaglia, epp= ure era uno dei nostri più importanti collaboratori esterni. La sua nobi= le modestia lo portava a non apparire, a non imporsi, a mantenere quella discrezione che non comprometteva nel modo più assoluto la sua preziosissima consulenza.

Non c’era evento culturale o politico che non venisse affrontato e studiato da Raffaele: tra e-mail, telefono e posta ordinaria la sua attività era frenetica, puntualissima e di notevole spessore culturale.

All’interno del Movimento Raffaele si collocava tra i Legittimisti più rigorosi, un cosiddetto “osso duro”, ed= era uno dei maggiori propugnatori della “seconda fase”, quella della divulgazione della verità che, sue parole, “deve essere apartitica, rigorosa, martellante, educata e puntuale”.

Il 30 luglio il Signore improvvisamente lo ha richiamato a sé privandoci della sua amicizia e della sua passione autenticamente neoborbonica, lasciando nel Movimento un vuoto grande quanto una voragine. =

Tra i vari impegni culturali, Raffaele stava ultimando un lib= ro insieme al compatriota Francesco Innella, lavoro che sarà comunque portato a termine e presentato nel suo ricordo.

Caro Raffaele, sembrava uno dei tuoi soliti “scherzetti”, ma purtroppo è stata una durissima realtà: sei volato via. Ora stai tra i nostri Santi ed i nostri Ange= li a fare la parte tua anche lassù: adesso potrai conoscere nei dettagli quella storia che per tanti anni ti ha fatto sbattere la testa tra archivi e librerie polverose.

Raffaele non ti dimenticare di noi.

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Cap. Alessandro Romano

 

 


 

Raffaele Rago nel ricordo di un amico sincero

 

Ho incontrato l’ultima volta Ra= ffaele Rago per strada alcune settimane fa: cordiale come sempre, scherzoso, disponibile, umano e fraterno. Qualcuno potrebbe dire che le mie sono le classiche parole diplomatiche da utilizzare in pubblico quando viene a manc= are una persona conosciuta o un amico. Ma Raffaele Rago era proprio così! Punto.

Lo conobbi anni fa grazie all’attività redazionale della versione cartacea di “Nugae” e dall’alto della sua esperienza giornalistica non lesinò consigli, proposte, critiche, incoraggiamenti… In segui= to contribuì personalmente alla ‘causa’ della rivista anche= con alcuni suoi scritti (vedi “Nugae” n.8 pag. 7 e 21; n.9 pag. 15 e 37).

Era uno studioso appassionato e un combattivo revisionista storico:<= /b> posso dire senza ombra di dubbio che è st= ato grazie a lui se ho conosciuto il revisionismo risorgimentale e meridionalis= ta.

Raffaele era generoso: tra un caffè al chiosco di Piazza della Repubblica a Battipaglia e una passeggiata in centro, tra una conversazione dotta e un aneddoto divertente, non dimenticava mai di regalarmi una pubblicazione storica interessante, la copia di qualche periodico, degli appunti preziosi riguardanti la storia di Battipaglia o del Meridione, o semplicemente una risata allegra.

Raffaele era un tipo che sfotteva. “Voi italiani…!” mi diceva spesso con piglio brigantesco, per sottolineare in maniera scherzosa ma convinta la sua disappartenenza ad un’Italia postunitaria frutto dell’avventura garibaldina –= ; a suo dire scellerata! – e per riproporre le sue documentate nostalgie borboniche, punti fermi dei suoi numerosi articoli pubblicati su varie riviste e quindicinali. =

Raffaele era conosciutissimo e benvoluto: passeggiare con lui significava interrompere la conversazione ogni dieci secondi per un saluto a cui rispondere o per una calorosa stretta di mano a qualche amico di vecchia data.

Indimenticabili le sue telefonate: quando ci lasciavamo in strada con qualche dubbio dopo una discussione su argomenti storici e culturali, era solito andare a casa, controllare immediatamente u= na data, l’etimologia di un termine, un fatto storico, e telefonarmi per continuare la conversazione e per confermare la sua meticolosità di studioso. Aveva insegnato, senza mai smettere di farlo!

Raffaele era un poeta; come ci ri= corda Angelo Magliano nella sua recensione alla raccolta “Parole in fila= 221; – vol.2 – di Rago (pubblicata sul n.9 di “Nugae” a = pag. 37): <<L’autore ha saputo cogliere ed isolare, nella vasta trama delle esperienze comuni, le sensazioni e le impressioni più fuggevol= i e quelle che più facilmente sfuggono ai più. Le ha fissate in parole con una sensibilità acuta e fresca. La poesia di Rago, fatta = di piccole cose, esalta la visione del particolare rifiutando sia le vaste e complesse architetture sia la ricerca di un tono alto e di un linguaggio indeterminato e stilizzato. La forza della sua poesia sta tutta nell’intensità con cui è vissuto l’attimo contemplativo e non nel processo intellettuale per cui si ordinano e si compongono le intuizioni originarie. A costruire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione che il modo col quale agli al= tri trasmette l’uno e l’altra.>>

Battipaglia, e oserei dire l’intero Meridione, ha perduto una grande anima.= Ci mancheranno il tuo amore per Campagna, la tua passione per il Sud e i suoi “briganti”, la tua ricerca storica= , la tua sensibilità poetica e il tuo sapere. La tua simpatia.=

Addio Raffaele! E grazie…<= /o:p>

Michele Nigro