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CAZZULLO INTERVISTA

 =

I NEOBORBONICI=

 

…. ED ALTRI

 


 

Il Cazzullo dell’anno scorso, lo stesso che prendeva le distanze dal nostro opera= to con disprezzo e superficialità, ora lo abbiamo visto impegnato a pubblicare con rispetto le nostre rivendicazioni. Un effetto delle nostre puntuali attività effettuate in difesa della verità storica? Forse, sicuramente un grande passo avanti, ma c’è poco da farsi illusioni dato che, comunque, Cazzullo è e resta un “figlio” di un sistema a noi ostile, come dimostrato anche dall= a conclusione dell’intervista ad opera del solito Marco De Marco che continua a fare finta di non aver capito.

Vi alleghiamo l’intervista video unitamente ad un commento del nostro Angelo Forgio= ne.

 

Per vedere l’intervista, cliccate sull’indirizzo sotto riportato ed attend= ere:

 

http://video.corriere.it/gli-italiani-che-si-battono-la-storia-unita= /6b045108-62a1-11e1-8fe6-00ac974a54fa

 

Cap. Alessandro Romano

 

 


 

Cazzullo incontra l’identità napoletana

di

Angelo Forgione

 

http://angeloxg1.wordpress.com/2012/02/29/cazzullo_neoborbonici

 

Angelo Forgione - “Una città, un Paese”, questo è il titolo della rubrica di A= ldo Cazzullo per il Corriere.it che ha pubblicato un reportage sul mondo meridionalista avanzante, quello di chi si batte per la (vera) storia dell’Unità d’Italia: “Neoborbonici, un movimento s= enza Re”. Il titolo è centrato, perché per statuto i Neoborbonici non sono un movimento filomonarchico, e neanche separatista ma molti lo dimenticano o fingono di dimenticarlo.

Il viaggio nel meridionalis= mo (neoborbonici sono intesi tutti i movimenti meridionalisti anche se si trat= ta di un errore grossolano) comincia da Gennaro De Crescenzo, storico presiden= te del movimento nato il 7 Settembre (non per caso) del 1993 su ispirazione di Riccardo Pazzaglia, che spiega la “mission” finalizzata all’orgoglio e al senso di appartenenza nonché alla creazioni = di una nuova classe dirigente locale. Giuseppe Genovese, presidente del parlam= ento delle Due Sicilie, esprime il suo scetticismo sull’attuale scenario politico italiano. Il noto artista contemporaneo Mimmo Paladino filtra le giuste rivendicazioni per un periodo storico che ha anche molte luci dalla retorica di un ritorno alla monarchia (che i Neoborbonici non vogliono, n.d.r.). Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris mostra (e lo sappiamo) di = aver tastato il polso al movimento che ben inquadra nell’orgoglio, e non in una contrapposizione alla politica del Nord, e nella consapevolezza di come= il Sud sia stato tenuto lontano da un progresso che ancora oggi non può esserci realmente senza Meridione. Lo storico Rosario Villari è mess= o in contrapposizione con lo stesso Gennaro De Crescenzo circa i numeri e le sti= me di morti meridionali che generano il risentimento storico derivante dalla comunque feroce repressione del brigantaggio. Nino D’Angelo si dichia= ra ignorante e fa riferimento ad un episodio che lo ha visto protagonista in u= na recente edizione di Sanremo quando fa oggetto di un “richiamo generale” per alcune affermazioni improvvisate per cui fece marcia indietro. Conclude il direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco = che taglia le gambe al movimento ripercorrendo il suo noto pensiero sul “Terronismo-romanticismo sudista” usato come alibi di una società meridionale incapace di darsi un avvenire diverso.

Il reportage non poteva che chiudersi così, con un noto parere dal fronte avverso, nonché caro a Cazzullo che appare disponibile ad accogliere opinioni per proporle = agli spettatori, ma che solo due giorni prima, nella prima parte del reportage, aveva definito i meridionalisti degli “orgogliosi sterili e rancorosi= ”. Forse, sul piatto della bilancia del giornalismo napoletano sarebbe stato corretto ascoltare anche Gigi Di Fiore, ma Napoli paga comunque nel confron= to storico-sociologico la mancanza di un Pino Aprile, di un Lorenzo Del Boca o= di un Lino Patruno da contrapporre a Demarco.

Cazzullo una posizione e un’opinione ce le ha rispetto a chi punta storicamente il dito sulla = sua terra, e non è certamente neutrale. Ma apri i suoi microfoni a coloro che ritiene i picconatori dell’unità nazionale costruita dal s= uo Piemonte senza capire, o voler capire, che i meridionalisti picconano il Piemonte allargato che è concetto diverso dall’Italia unita in quanto valore da preservare se solo la si ottenesse. Cazzullo continua a di= re da ogni proscenio televisivo nazionale che i meridionalisti sono in procint= o di mettere in piedi una lega del Sud di contrapposizione a quella del Nord che sfascerà l’Italia, e ne vede a capo Aurelio De Laurentiis (perché “decisamente” meridionalista in molte uscite) nei panni del Bossi del Sud che non sarà mai, addirittura in opposizione= a De Magistris con cui in realtà assiste amabilmente alle partite del = suo Napoli.

Cazzullo spinge da tempo per questa Lega del Sud che nessuno ha in mente. Cazzullo vuole trasformare un movimento culturale e identitario non federal= ista, non separatista e non monarchico, in movimento politico. Cazzullo non capis= ce che il Sud è capace anche di questo, di ideali da preservare e ridistribuire, di gente che ci rimette soldi e tempo senza “finalizzare” col cinismo politico deleterio per l’unità nazionale di cui è stato capace il Nord, ma tentando di rimettere insieme i cocci di un’identità e una cul= tura distrutta dai suoi antenati.