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LETTERE ALLA RETE

 

LA PARO= LA AL POPOLO DELLA

RETE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

 

Risponde Alessandro Romano=

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Apprezzo la vostra condotta= di dare comunque una risposta a quanti vi interrogano sui fatti in questione.<= o:p>

Devo constatare che proprio stamani RADIO 3 ha dedicato una trasmissione agli avvenimenti. Ma ora mi ch= iedo se i governanti contro i quali si sta protestando sono stati imposti come all'epoca di Luigi XVI  oppure= sono scesi dal nord come un secolo e mezzo fa. Non sarà che da troppo tem= po il popolo siciliano e quello calabrese si sono covati la proverbiale serpe = in seno?  E' sbagliata quella mas= sima che dice che ogni popolo ha i governanti che si merita?

 

Cordialmente.

Orazio Mortalò<= /o:p>

 

 

Caro Orazio,

innanzitutto grazie per gli apprezzamenti.

La massima da = te citata è tanto vera quanto attuale e, secondo noi, non vale solo per= la Sicilia e la Calabria, ma per l’Italia intera. Siamo convinti che la maggior parte dei problemi che da sempre attanagliano la nostra Terra si risolvono solo sostituendo l’attuale classe dirigente, principale responsabile dello squallore etico e morale della politica nostrana.

 


 

Caro Alessandro, forse ci siamo. La rivolta che sta sorgendo, più o meno spontanea, dalla Sici= lia, potrebbe rappresentare l'onda lunga che darà una spallate decisiva a questo sistema politico-economico che sta portando alla rovina il nostro Pa= ese e particolarmente il nostro Meridione. Anche in provincia di Latina comince= remo ad organizzare azioni e manifestazioni di sostegno al grave disagio popolar= e. Credo che sia giusto da parte di tutti, in uno dei momenti più gravi della storia d'Italia, di scendere personalmente in campo, tutti insieme, riunendo le forze più oneste e che non si sono mai corrotte e mischi= ate con il potere politico-economico dominante. Lo dobbiamo non solo per l'attaccamento alle nostre tradizioni ma, soprattutto, per il futuro dei no= stri figli. Teniamoci in contatto e cerchiamo di operare insieme questo tentativ= o di cambiamento. Chissà forse ce la potremo fare! Ti abbraccio, con l'auspicio che le nostre bandiere tornino a garrire al vento decretando la vittoria della verità sulla menzogna!

Giampaolo Costa<= /span>

 

 

Caro Giampaolo= ,

come ho gi&agr= ave; avuto modo di sottolineare, la rivolta dei TIR è e resta una rivolta= di categoria. Accreditare a delle sacrosante rivendicazioni sindacali una matr= ice politico-identitaria è una forzatura che contribuisce a generare ult= eriore confusione e ad infondere false aspettative con conseguenze non sempre edificanti.

Che in Sicilia= la protesta abbia assunto anche una certa veste di rivolta è vero, ma, visti i presupposti, le rivendicazioni ed i principali promotori, non me la sentirei di dire che tale rivolta sarebbe in grado di dare una spallata al sistema.

Ne è pr= ova anche e soprattutto la natura stessa delle manifestazioni, strettamente dipendenti da un’inedita tolleranza istituzionale. Erano tutti d’accordo a patto che? Non è dato saperlo, ma di certo è che sono bastate un paio di ordinanze, un centinaio di multe ed una decina = di denuncie per spegnere ogni protesta.

La vera voglia= di cambiamento non parte dalla “tasca” vuota di qualcuno, ma dal c= uore di molti. La prima si può ricolmare con degli appropriati interventi legislativi di natura sindacale, il secondo solo con l’appagamento di= un ideale che è impossibile sostituire con dei surrogati tampone di nat= ura economica.

 


 

 

Mi scuso per la sera in cui  sei venuto a Foggia in qu= anto sono andato via al termine della serata senza salutarti, ma avevo la febbre addosso.

Comunque non volevo perdere= il tuo intervento, sempre appassionato, mai livoroso.

Come al solito sei in splen= dida forma e i tuoi interventi sono sempre "innovativi".

Volevo chiederti cosa ne pensavi su una affermazione che proponi più di una volta durante i t= uoi interventi e cioè che, fondamentalmente, il Regno di Napoli era basa= to su un sistema economico "protosocialista" ("non tutto a poch= i ma un poco a tutti"), seppur ispirato ai principi del "cristianesimo sociale/socialista".

Mi permetto di dissentire sull'analisi che proponi in quanto, a mio modesto avviso, non trattasi di protosocialismo (in questo caso avresti dovuto coniare lo slogan "tutt= o a tutti" e non "un poco a tutti") ma, più correttamente= di "Distributismo".

Mi permetto a questo propos= ito di suggerirti la conoscenza del grande Gilbert Keith Chesterton, che nei pr= imi decenni del secolo scorso "ri-propose" le teorie del Distributism= o, proprio per confutare i mali del Socialismo e del Capitalismo, che in quegli anni si affrontavano duramente.

Non per nulla affermava che, secondo lui, non c'era "troppo capitalismo" ma "troppo poco capitalismo" a confermare che il problema delle disfunzioni economiche dell'epoca nascevano proprio dal fatto che i mezzi di produzione si sarebbe= ro dovute frazionare tra il maggior numero di persone, quindi nè concentrati nelle mani di pochi (capitalisti) nè genericamente condi= visi dalla collettività (socialista).

La prossima volta mi piacer= ebbe discuterne più approfonditamente con te su questo tema, che esula immediatamente dal recupero "storico" del nostro Regno. Tuttavia = sei una persona talmente attenta a tutti i temi che non posso fare a meno di co= ndividere con te questa "differente" visione che senz'altro non inficia la comune passione.

Con immutata stima.

 

Michelangelo Rubino

&= nbsp;

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Carissimo Michelangelo,

non ti devi scusare di nulla, comunque ci siamo visti ed &egr= ave; quello che poi conta.

Ti ringrazio per il tuo apprezzamento ed anche per la tua riflessione nel dissentire. Finalmente qualcuno con il quale poter meglio approfondire un argomento estremamente interessante, fondamentale per conos= cere nel dettaglio lo Stato che fu.

Come ricorderai io non ho mai parlato di proto socialismo né, tanto meno, di distributismo. Mi sono limitato a citare il motto coniato dal grande Galliani “= un po’ a tutti e non tutto a pochi” ed a descrivere una sistem= a economico molto elementare, ma efficacissimo che fece decollare le finanze di una naz= ione ridotta allo stremo dai vicereami. Che poi vogliamo dare un nome a quel sistema, nulla quaestio, ma attenti a non imbrigliarlo in definizioni che, seppur scientifiche, non potrebbero coincidere al 100% con quel sistema che= era fortemente vincolato ad un puro “cattolicesimo-sociale”.

Quando si afferma che fu una “specie di socialismo ante litteram” lo si fa esclusivamente per rendere chiaro a tutti un conce= tto di equa distribuzione della ricchezza nazionale, altrimenti incomprensibile= ai non addetti ai lavori che non conoscono nei dettagli la differenza tra socialismo, distributismo e comunismo.  

 


 

Carissimo,

a mio parere trattasi di una "rivolta" che ha poco da spartire con gli ideali e le giuste aspirazioni dei siciliani.

Le rivendicazioni sono gius= te ma guarda caso si fanno dopo tanti anni di governo Berlusconi che non ha affrontato nessuno di questi problemi, eppure per tanti anni è stato= al potere in Sicilia con i suoi "delegati" compreso l'on.le Lombardo  a cui prometteva e n= ulla dava o faceva.

Berlusconi prendeva ordini = da Bossi in merito. Per Bossi il sud è fatto solo di "terroni"= ;.

Certamente vi sono responsabilità del governo Lombardo e chi scrive non vuole difendere Lombardo né i "lombardiani"; però Lombardo si staccò dalla maggioranza che lo aveva eletto proprio perché il governo Berlusconi accontentava le rivendicazioni della Lega e non il sud e= la Sicilia.

Lombardo perche cambio maggioranza?

Non fu giusto per Lombardo = fare un voltafaccia e abbandonare la maggioranza che lo aveva eletto, bisognava andare alle elezioni, male fece pure il PD che doveva affrontare le elezion= i e chiedere al popolo siciliano l'avallo per la nuova alleanza con il governat= ore della Sicilia Lombardo.

Quasi tutte le forze politi= che oggi non sono molto convinte di questo "movimento" che ha tutta l'aria di chi sta iniziando la campagna elettorale per Berlusconi.

Comunque staremo a vedere attentamente e cercheremo di capire quanto c'è di giusto e chi manov= ra veramente i "rivoltosi".

E' facile infiammare il "cuore" dei siciliani effettivamente dimenticati, però i siciliani dovrebbero stare più attenti a chi votano.

Diceva il giudice Paolo Borsellino: "Si fa una rivoluzione meglio con la penna e dentro le urne elettorali" .

Queste "rivolte"<= span style=3D'mso-spacerun:yes'>  "sembrano" manovrate machiavellicamente (o satellicamente =3D sataniche e machiavelliche).<= /o:p>

Se sono fiori fioriranno ma secondo me trattasi di "gramigna piantata da mani nordiste".=

Doverosi ossequi.

 

Santo Catarame

 

 

Caro Santo,

le tue rifless= ioni rinforzano il nostro pensiero in merito alla vicenda “protesta”. Certamente da una parte conviene aspettare l’evolversi degli eventi, = ma dall’altra occorre comunque osservare eventuali segnali di “aiu= to” provenienti dal Popolo che è l’unico soggetto che merita la no= stra massima attenzione.

 

 


 

Grazie cap. Alessandro Roma= no,

e grazie al compatriota e Delegato sannita Umberto Sterlicchio,un'oasi stupenda di Verità Stor= ica, scaturita dalle ricerche effettuate dai meravigliosi giovani del Liceo Scientifico di Telese Terme. Un plauso grandissimo va alla studentessa Maria Rosaria Lavorgna per il suo significativo e veritiero articolo nel giornali= no scolastico. Sono particolarmente felice ed orgoglioso di apprendere che que= sti liceali si sono aperti alla condivisione della nostra sacrosanta causa.....=

Malgrado gli "altri&qu= ot;, malgrado la marea di "falsità" inculcate per anni ed anni, malgrado tutte le difficoltà incontrate negli ambienti scolastici per l'abbondare dei soliti testi "classici" completamente falsati... e non solo i testi..., questi nostri cari giovani compatrioti, con coraggio, intelligenza ed attenta riflessione si appropriano della Verità Stor= ica. Un'iniziativa assolutamente da lodare, affinché altre ne seguano ed altri ne prendano esempio... Credo sia ormai ora che tutti, dico tutti....si sveglino.... aprano finalmente gli occhi alla realtà... in modo che tutte le ipocrisie, le incertezze, i dubbi, le contraddizioni,.... le fiabe senza senso e le odiose pappardelle a memoria precipitino in fondo e riemer= ga la Verità assoluta.

Andrea e Mattia Cammarota

 

 

Carissimo Capitano Alessand= ro Romano,

grazie mille della tua esauriente, chiara e precisa risposta al mio quesito nelle "Lettere al= la Rete" MSG 12 - 018 di venerdì 20 gennaio 2012, che mi ha aperto definitivamente gli occhi, facendomi comprendere meglio tante questioni, soprattutto se rapportate al mondo di oggi, talvolta alquanto caotico, contraddittorio e frenetico nel voler dare un senso... "a tutti i cost= i" al verificarsi di certi "inspiegabili" tragici accadimenti. E' fa= cile purtroppo perdere l'orientamento tra tante opinioni diverse.

Come avrai certamente notat= o le domande erano mie esclusive impressioni personali... forse bastava che io riflettessi meglio, con più calma e ragionamento e leggere con maggi= ore attenzione gli articoli per arrivare alla certezza delle tue conclusioni, particolarmente logiche  e veritiere.

Mio padre ha apprezzato moltissimo il dialogo, condividendo in pieno tutti i tuoi pensieri e le tue sagge riflessioni.... complimenti per l'estrema chiarezza delle idee espost= e.

In realtà nei miei pensieri s'era già da molto tempo formata una certa idea della dipendenza della politica internazionale da questa cosiddetta "religio= ne della ragione" e dei soliti interessi dei "suoi pochi eletti"= ;... come il cosiddetto mi sembra si dica "nuovo ordine mondiale".... ma... la certezza... talvolta sembrava venir meno.... e le convinzioni si trasformavano in dubbi... adesso sembra più logico e chiaro....

D'accordo... d'accordo... O= K!, mi sembra si dica oggi... ho notato nelle precedenti riviste di "Storica" (è una mia piccolissima opinione, non sono per n= ulla un esperto) che prima c'era una certa infatuazione per un paio di quei 4 mi= serabili "Padri della Patria", per il Risorgimento, per i 150 anni e per t= utta la trattazione che ne sarebbe seguita nei numeri successivi e poi invece "tutto d'un tratto" si cambia binario, si torna alle ottime argomentazioni precedenti e si percorre in un certo senso una via di mezzo = tra la buona e la cattiva strada, si dà un taglio al "Risorgimento" e all'"Unità d'Italia" dei testi classici e si affrontano altri argomenti, facendo però mooolta attenzione a non entrare mai realmente nell'argomento "Regno delle Due= Sicilie", neoborbonici, brigantaggio, questione meridionale e "Real Casa di Borbone"... insomma ci si gira attorno con mooolta attenzione, facendo presente qualche volta in qualche articolo che la questione meridionale è troppo complicata per i diversi punti di opinione,... da poterla esporre tutta nella rivista....-

Comunque... bando alle ciance... a parte le omissioni ed alcuni punti non abbastanza chiari per il lettore normale... la rivista "Storica" mi sembra una discreta rivista,.... scritta abbastanza bene con ottime illustrazioni....

Di nuovo Grazie di tutto...  grazie per le tue ri= sposte Capitano Alessandro Romano

sempre chiare....

 

Andrea e Mattia Cammarota

 

 

Caro Andrea,

innanzitutto grazie a te per gli apprezzamenti e per l’assiduità. Naturalme= nte un grazie anche a tuo padre.

Effettivamente= le rivista “Storica” propone dei buoni servizi e man mano affina sempre di più il tiro. A noi arrivano un po’ tutte le riviste = di storia e con piacere, fatta qualche eccezione, apprendiamo che i discorsi su certi “personaggi”, soprattutto dall’anno passato, hanno preso una piega ben diversa dalla solita trita e ritrita retorica risorgimentale. Un pizzico di merito è anche nostro, ed intendo di t= utti noi, voi compresi, che a furia di martellare siamo riusciti ad indurre qual= che addetto ai lavori a dire, finalmente, la verità.

    

 


 

Carissimo Alessandro,<= /o:p>

leggo con piacere che le no= stre fila si ingrossano. L'ultimo "acquisto", da quanto leggo, è niente meno che Fiorella Mannoia

Premetto che non ho nulla contro la pur brava cantante, ma devo farti presente che la signora Mannoia, fino a ieri, ha fatto parte di quella schiera (e, forse ne fa ancora parte)= di cantanti, autori, attori ecc. che si identificano con i peggiori nemici del= le Due Sicilie: i Giacobini.

Pertanto devo dire, pur riconoscendo che la nostra causa ha bisogno di nomi altisonanti, che DOBBIA= MO essere prudenti nei confronti della signora Mannoia. O, almeno io, voglio esserlo.

E' vero che tutti possono ravvedersi,  ma è anche= vero che chiunque si avvicina alla "causa della verità storica", sottoscrive un tacito impegno (ognuno nel proprio piccolo) di divulgazione della verità stessa. Processo, questo, che deve inevitabilmente pass= are attraverso un bagno di umiltà e di coraggio: l'umiltà di riconoscere d'essere stati presi in giro dalla retorica risorgimentale, alimentata anche dai Giacobini, molti dei quali addirittura Cavourristi, mai paghi di disprezzo per il Regno delle Due Sicilie e che ancora oggi, in pie= no revisionismo storico, ripetono frasi fatte del tipo "Negazione di Dio"..."Immobilismo Borbonico"; il coraggio di parlare, diffondere tale verità come chiunque di noi fa ogni giorno in famigl= ia, con gli amici, conoscenti, sul posto di lavoro. Dunque, ovunque, senza risp= armiarsi.

Sappiamo bene cosa signific= hi Africa, sappiamo bene (ahinoi) cosa significhi Shoah, sappiamo anche che il= 27 p.v. è la data che ricorda l'olocausto degli ebrei da parte dei nazi= sti.

Si, perchè, dall'articolo che ci hai trasmesso con il MSG 12 - 027, si evince solo che = la brava cantante è venuta a conoscenza della verità attraverso la let= tura del libro di Pino Aprile, Terroni. Ma, guarda caso, la stessa signora Manno= ia, sta anche lanciando il suo ultimo CD che, guarda caso, parla del sud, anzi = dei sud del mondo, anzi...in particolare dell'Africa, "terra di conquista = e di saccheggio per eccellenza". Non conosco, non ho ascoltato questo CD e = non posso giudicare, ma aggiungo che NON ho nessuna intenzione, almeno per il momento, di ascoltarlo.

Orbene, passare dalla parte della verità, passare dalla parte dei vinti, a parole, è faci= le. Ma ora, dimmi, caro Alessandro, ditemi, cari amici: a cosa servono i nomi altisonanti se non chiediamo loro di aiutarci a diffondere i principi che ispirano la nostra causa?

Insomma, in poche parole, è disposta la signora Mannoia a parlare di questo nei suoi concerti?= E' disposta, la signora Mannoia ad aprire un concerto spiegando che si è avvicinata di recente alla verità storica e che è stata sconv= olta da ciò che ha appreso?

Noi abbiamo bisogno di gente che parli, delle Due Sicilie, in modo CHIARO, CHIARISSIMO, DIRETTO e NON PER VIE TRAVERSE (l'Africa, appunto, come innanzi esposto) senza mezzi termini. Troppo comodo difendere un generico "Sud del mondo", diffondere le ingiustizie che ancora oggi dilaniano il continente africano includendoci a= nche le Due Sicilie; ciò non rende giustizia diretta alla nostra causa e, soprattutto, NON DIVULGA la verità storica che ci riguarda.

Non sto dicendo che non dobbiamo occuparci degli altri sud del mondo o degli stermini che si sono succeduti nei secoli! Ma noi, ora più che mai, dobbiamo pensare al nostro Sud, alle Due Sicilie e, dunque, dobbiamo diffondere l'immane traged= ia che, nel 1860/70 ha letteralmente sconvolto le popolazioni napolitane, fino= a ridurre il Sud, il NOSTRO Sud, ciò che oggi è! Dobbiamo diffondere le deportazioni, le detenzioni disumane, gli stermini, di cui si= amo stati protagonisti.

Dunque, per dimostrare che = non ha solo l'interesse di pubblicizzare il proprio ultimo CD (peraltro scritto= in collaborazione con Ivano Fossati, altro facente parte della predetta  parrocchia Giacobina), la signora Mannoia si accolli i seguenti oneri: parli in modo CHIARO E DIRETTO delle D= ue Sicilie nei suoi concerti; provi a convertire i suoi amici Giacobini alla c= ausa duosiciliana; dimostri che davvero ha a cuore la diffusione della verit&agr= ave; storica; usi la sua popolarità per sensibilizzare il suo pubblico ed allora, e solo allora, le potrò concedere l'onore di diventare un suo ascoltatore e, forse, anche di acquistare il suo CD.

Viva le Due Sicilie.

Enrico Romano – Lecce=

 

Caro Enrico,

le osservazioni degli amici e dei compatrioti della Rete per noi sono preziose e pertanto, considerato che non siamo a conoscenza di questa da te evidenziata avversio= ne ideologica dell’artista, prendiamo per buono ogni tua eccezione.=

Tuttavia va necessariamente considerato un fattore non trascurabile: la cantante a “noi” non ha mai chiesto nulla e, pertanto, non vedo come “noi” possiamo chiedere qualcosa a lei. Quale dovrebbe essere il nostro elemento di forza per “imporre” alla nota cantante un “discorso chiaro e diretto= 221;?

In merito, poi, alla “vena artistica” riferita ai sud del mondo, dalle sue dichiarazioni televisive risulterebbe un discorso esattamente opposto ad una posizione giacobina e, quindi, massonica. Schierandosi a favore dei sud del mondo, si è schierata automaticamente proprio contro quelle ideologie che dello sfruttamento delle sacche di povertà del mondo hanno fatto= il loro potere economico e politico.

Va anche detto= che il suo recente lavoro, oltre ad avere un indiscusso valore artistico, &egra= ve; ricco di momenti di profonda passionalità direttamente collegata ai nostri Ideali di giustizia e verità.

In ogni modo staremo a vedere: “se son rose fioriranno”. <= /p>