MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/011C0259/2011_05_19.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" brigantaggio

 

ELEZIONI A NAPOLI=

 

"COME VOLEVASI DIMOSTRARE"

 


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Quante maldicenze, quanti improperi ed offese abbiamo dovuto subire in tutti questi anni da chi, lanciandosi nella battaglia partitica, euforico ci additava, accomunandoci ai peggiori vigliacchi della storia, quali ignavi e retorici filoborbonici. E le loro sistematiche sconfitte accreditate senza mezzi ter= mini al nostro “stare fermi”, al nostro “nostalgismo” sterile e privo di progettualità. Nulla di più falso ed infamante.

In più occasioni abbiamo rimarcato il nostro punto di vista, una posizi= one provata da fatti ed atti che, poi, sono sotto gli occhi di tutti. “La politica non si fa solo nella cabina elettorale: quello è solo l’arrivo”. Questo è stato sempre detto e dimostrato. Limitarsi, come i partiti di potere, alla campagna elettorale per urlare le proprie posizioni, senza un programma condiviso dalla gente consapevole della propria identità e senza un coinvolgimento unitario dalle altre forze politiche, significa solo “giocare a fare i politici” senza ottenere nulla. Peccato che mentre qualcuno gioca, qualche altro fa i fatti, e che fatti.

Pertanto, mentre noi del Fronte Identitario<= /b> guidato dal Movimento Neoborbonico continuavamo nella campagna di sensibilizzazione e diffusione di una coscienza sociale attualmente, purtro= ppo, ancora poco diffusa tra la nostra Gente, qualche “altro”, ritenendosi furbo e ben dotato, si è lanciato all’arrembaggio della sconquassata zattera partitica, facendo a gomitate con chi ben altri giochi è abituato a fare e su ben altri appoggi può contare. = Un film già visto dal finale scontato.

E’ ormai chiaro alla maggior parte dei Neomeridionalisti impegnati che senza u= na vera e propria rivoluzione culturale, la verità, la giustizia ed il riscatto sociale e politico della nostra Gente non avranno alcuna speranza = di successo.

Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: è sufficiente contare i v= oti.

Ed allora il teorema lasciatoci in eredità dai saggi che ci hanno prece= duti è confermato e resta l’unica indicazione reale e concreta, cos= ti quel che costi in termini di tempo e di impegno: “Lavorare tutti insieme al recupero della memoria perduta per riappropriarci della dignità di popolo ed innescare nella nostra Gen= te quel risveglio identitario essenziale per il riscatto politico. Solo dopo decidere tutti insieme chi andrà a chiedere conto del malfatto e del maltolto nelle cabine elettorali”.

Pertanto, prepariamo le “armi” (leggi il partito), prepariamo la Gente, prepariamoci = tutti insieme raccogliendoci intorno ai Simboli della nostra identità ed aspettiamo pazienti il momento giusto per “riannodare il filo della storia tranciato 150 anni fa”, ma non prima di esserci fatti riconosc= ere dal nostro Popolo.

Con certi squallidi risultati elettorali, non solo si mortifica chi ignaro si è proposto quale novello salvatore della patria, ma si discredita l’Ideale arrecando ingenti danni alla Causa.

In allegato una lucida ed approfondita analisi del voto curata dal Presidente = del Movimento Neoborbonico prof. Gennaro De Crescenzo.

 

Cap. Alessandro Romano

    

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Elezioni 2011: qualche osservazion= e sul voto “a Sud”

 

Questi i dati relativi ai “partiti sudisti= ”:

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Forza del Sud       21.4= 28 5,23%

Noi Sud        =          14.658     =     3,58%

 

Insorgenza Civile  1= .024        &= nbsp;  0,25%

Part= ito del Sud      1.292        &= nbsp;  0,32%

 

 

P= REMESSA

 

NAPOLI 812.450 elettori aventi dirit= to; votanti 490.142 (60,33); = voti validi: 409.895 (83,63%). = ; Di fatto, giustamente sfiduciati, nauseati e arrabbiati, di fronte = alla situazione tragica di Napoli (dalla spazzatura alla vivibilità fino all’occupazione) e di fronte a candidati tutt’altro che credibi= li e, come al solito, calati dall’alto o senza un reale radicamento, un napoletano su due non ha votato: c’è un metodo più civile, più corretto, pi&ugrav= e; democratico per far capire che Napoli è stanca?  

 

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DA RILEVARE:

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1)    Da un lato il discreto successo del= le liste inserite nel sistema (Forza = del Sud e Noi Sud) ma legate a= l Sud unicamente nel logo, imbottite di figli, nipoti, “amici e amiche̶= 1; di politici o ex politici di tutto l’arco costituzionale, capaci solo= di raccogliere voti familiari o legati in qualche modo alle loro attivit&agrav= e; personali politiche o extra-politiche. Esempio già consolidato quell= o di Noi Sud, legato all’ex ministro Scotti, o quello nuovo del sottosegretario Miccichè (Forza del Sud) che ha salutato trionfalisticamente il suo positivo risultato a Napoli senza specificare, però, che, nei fatti, nessuno conosce a Napoli il suo partito, che il suo partito e nessuno dei suoi candidati ha speso una sola parola o un’iniziativa o una manifestazione o almeno un comunicato-stampa per intervenire su questioni riguardanti i temi del meridionalismo o delle condizioni nelle quali è ridotta l’ex capitale del Sud. Analizzando meglio i dati elettorali della lista di Forza Sud si scopre, allora, che il suo successo è legato unicamente ai candidati. Qualche esempio: Domenico Palmieri (già DC, attuale capogruppo al comune per il partito socialista), Alessandra Iannucc= illi (figlia del famoso deputato Sergio), Brunella De Nardo (figlia di Anna La R= ana -più volte candidata con Forza Italia- e di Ettore, titolare della centrale elettrica Sippic di Capri oltre che moglie di Aldo Licata, imprenditore artefice di un progetto di ammodernamento della stessa centrale recentemente approvato dal ministero dello sviluppo economico (FONTE: Repubblica, 6/5/11). Domanda ovvia: che c’entra un partito del Sud con tutto questo?

 

2)    Dall’altro lato l’insuc= cesso delle liste “sudiste” fuori dal sistema (Insorgenza Civile e Pa= rtito del Sud). Significativi i voti raccolti da figure di riferimento “storiche” all’interno di Insorgenza, lo schieramento che aveva fatto del radicamento e dell’azione sul territorio la sua bandiera: le 98 preferenze di Nando Dicè; i 6 voti di Nicola Catanese (per i Comitati Due Sicilie), i 23 voti di Fiore Marro (per i Com= itati Due Sicilie) in una lista che, al contrario, aveva riscontrato un buon succ= esso di voti a San Nicola (Ce). Nota a margine per Insorgenza: i risultati confermano un trend nonostante due anni= di lavoro, visto che nella precedente tornata elettorale (provinciali 2009) si erano assestati più o meno intorno alla stessa cifra (0,2%). 13 i voti di Gianfranco Vestuto i= n un “cartello” di liste con la sua Lega Sud.

Ancora più significativi i risultati nega= tivi raccolti dal Partito del Sud, = nonostante i vantaggi di un nome “fortunato” negli ultimi tempi: anche in questo caso si tratta di una lista inserita in un cartello di liste che han= no raccolto (con De Magistris) risultati più che positivi. Un occhio al= le preferenze raccolte da alcuni candidati anch’essi “storici̶= 1; tra i meridionalisti: solo 46 = le preferenze raccolte da Andrea Balia (capolista), 40 quelle di Emiddio De Franciscis,  3 quelle di Carlo Capezzuto, 0 (zero) quelle di Pino Lipari, 27 voti di Enzo Riccio (Segretario del partito).

 

3)    Superfluo annotare che le manifestazioni di entusiasmo raccolte intorno ai militanti = del partito del Sud in queste ore risultano immotivate, soprattutto in considerazione che il successo di De Magistris non è dipeso dal loro contributo e questo rappresenta una nota amara per tutti noi. Anche in considerazione del f= atto che, tranne che in questi ultimi giorni e con rarissime dichiarazioni, De Magistris non aveva MAI affrontato= con parole o azioni di qualsiasi natura il tema del meridionalismo; che la = sua candidatura è stata appoggiata da liste di estrema sinistra che non hanno MAI fatto del meridionalism= o un loro riferimento politico; che la stessa candidatura è stata sostenuta da intellettuali “ufficiali” più che lontani d= ai nostri temi (in testa l’avv. Gerardo Marotta dichiarato nemico del revisionismo storico); che il suo partito è tra quelli che hanno sostenuto per diversi anni i governi locali di Bassolino e Iervolino; che tra i probabili consiglieri e assessori risultano politici di varia provenienza che non sono MAI intervenuti  sugli stessi temi (da Migliaccio, = Scala e Formisano consiglieri della giunta Iervolino a qualche candidato famoso c= ome grande costruttore o manager di aziende sanitarie ex area PD o Margherita o= ex Verdi di giunte bassoliniane). E la situazione (meglio chiarirlo) non cambia di molto= con il “rivale” Lettieri.

 

 

 

CONC= LUSIONE:

 

a)      senza mezzi (leggi soldi) e senza u= na precisa identità comune non si raccolgono risultati e anche unendo t= utte le “debolezze” (e le diversità) non si costituirebbe una vera forza e si rimarrebbe confinati nei soliti zero virgola;

 

b)     inutile vantarsi addirittura di que= ste percentuali (“ripartiamo da qui”: da dove? Da 15 voti?). Coloro= che evidentemente non conoscono i meccanismi elettorali (spesso frutto di error= i o di provocazioni) dovrebbero sapere che qualsiasi lista raccoglie fisiologic= amente fino ai mille voti o giù di lì se è vero che, ad esemp= io, alle ultime provinciali di Napoli la lista “dei preservativi gratis e degli impotenti esistenziali” raccolse le stesse preferenze di Insorgenza...;

 

c)      i danni procurati da queste iniziat= ive sostanzialmente velleitarie (anche se in buona fede) sono notevoli e pesanti per tutto il mondo meridionalista-sudista-borbonico-duosiciliano per l’effetto di delusione e depressione post-elettorale riscontrabile soprattutto tra i militanti e a livello giovanile;

 

d)     è necessario, purtroppo, continuare il nostro incessante lavoro di ricostruzione di memoria, identità e orgoglio con ogni mezzo (altro che folclore) senza il qua= le i risultati saranno sempre gli stessi;

 

e)      ci chiediamo perplessi perché dovremmo, in futuro, “stare a sentire tutte le voci” o discuter= e di leadership quando ci troviamo di fronte ad imbarazzanti e ormai frequenti c= asi di leader incapaci (pur con le attenuanti della difficile situazione elettorale napoletana o meridionale) = finanche di raccogliere voti nella lo= ro stessa famiglia o tra i loro stessi amici...;

 

f)       quando ci renderemo conto che questo lavoro culturale sarà stato quasi tutto portato a termine, candideremo i nostri e di cert= o non daremo a veri o presunti leader la possibilità di raccogliere i frut= ti di questo lungo ed estenuante lavoro per rappresentare degnamente (e finalmente) gli antichi Popoli delle Due Sicilie.

 

 

Gennaro De Crescenzo

Movimento Neoborbonico

Napoli

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