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“L’OPINIONE”

 

La parola ai meridionalisti n= on tanto per caso

In questa rubrica vengono espresse opinioni, posizioni di storici, giornalisti ed appassionat= i su vicende a prescindere dal pensiero e dai giudizi della Redazione che pu&ogr= ave; anche non condividere, ma che per dovere di cronaca ritiene di pubblicare.<= o:p>

 


Quel politico del Sud così  "straordinario"

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di Giusep= pe Corona

 

 

Cosa è che fa così diverso il politico meridiona= le da meritargli la triste fama di cui, oggi, gode? Scartata la banale ipotesi della inferiorità, da dove può provenire una tale singolarità?

Si prenda ad esempio l'uomo politico regionale, quello, oggi, sotto i riflettori e l'occhio del ciclone. Al Nord e al Sud le Regioni rispondono allo stesso dettato costituzionale e svolgono funzioni eguali, eppure lo "scandalo" è di gran lunga più frequente = al Sud, come più frequenti sono i misfatti, tipo i rifiuti.

In genere lo "scandalo" è frequente nella sanità, negli appalti, nella formazione professionale, nella gestione dell'emergenza, anch'essa più frequente.

Cosa dà ragione di questa maggiore frequenza e imponenza dello "scandalo" per il quale sempre scatta, con tempismo, l'armamentario ad hoc che agita l'italianissima "questione morale"= ; e il "giustizialismo" del quale vivono partiti, funzionari, stampa, artisti e letterati di Stato?

Una sola cosa: l'Intervento Straordinario, che, senza uguali in altre parti d'Italia, fu inventato dai lombardi nel pensatoio Cattolica-Iri, formatosi sotto l'egida fascista, gestito inizialmente dalla Cassa del Mezzogiorno e dalle Partecipazioni statali, in stretta alleanza col salotto buono della finanza e dell'industria private, che pare risieda a Milano.

Gli scarsi risultati conseguiti fecero, con la istituzione del= le Regioni, montare la richiesta e la parola d'ordine del Mezzogiorno ai meridionali. Fu sciolta la CasMez, le PP.SS. si squagliarono sotto l'ondata della deindustrializzazione e della privatizzazione, lo straordinario CasMez passò alle Regioni. Lo straordinario fu gestito da istituzioni ordinarie, democraticamente elette! L'uomo politico meridionale divent&ogra= ve; "straordinario", in particolare il Presidente della Giunta Region= ale che, grazie al meccanismo straordinario, non aveva da dare conto, per le decisioni e la spesa, alle Assemblee Elettive, riempite di uomini meno che ordinari, mentre il Presidente diventava Governatore.

Vennero poi i fondi strutturali europei e il Governatore diven= ne Viceré del vero sovrano, il Commissario Europeo. Democrazia e contro= lli svanivano, burocrazia e tecnocrazia dilagavano.

In cosa consiste lo straordinario, oltre che in questa espropriazione di democrazia e di libertà?

Il Governatore ha in mano il forziere in virtù del quale può definire, con i "consulenti", l'investimento nei setto= ri "strategici",  dell'Agricoltura, dell'Industria, del Terziar= io, della Ricerca e delle infrastrutture, i lavoratori da formare, nel modo e n= el cosa. Svolge, cioè, le veci del mercato e delle banche, detenendo il potere selettivo a monte, come si è detto, e a valle, attraverso il processo istruttorio consegnato a una burocrazia, complice, asservita, a vo= lte avida e impreparata. Una sorta di Gosplan, di sovietica memoria, con gli st= essi risultati: nemmeno l'ombra del mercato, dell'occupazione e dell'imprenditor= ia, di lavoratori qualificati, al più "socialmente utili", di ricerca e innovazione, di infrastrutture, se non poche e malandate. In camb= io del nulla, Università e professioni corrotte, servizi pubblici e Amministrazione valvole di sfogo per una disoccupazione che non trova spazio nell'economia produttiva, emigrazione dei talenti e dei giovani, il territo= rio indifeso dalle intemperie naturali e civili, la vita malavita, il popolo clientela di massa asservita coi favori.

Aumentano, ovviamente, le emergenze e, con esse, i Commissari Straordinari, spesso i Governatori stessi. E' il peggio dell'Africa! Tirann= i e despoti, e tanta, tanta servitù! E gli "scandali"!

Chi lo ha voluto? Non certo le genti del Meridione, risulta ch= e il luogo sorgivo sia a Milano.

Per cosa, per chi, tutto ciò? E' questa, questione mora= le? Se non lo è, come non lo è, come affrontarla?

Il primo atto, sicuramente, è togliere il forziere al politico, imprenditore e banchiere. Sono mestieri che non gli appartengono!=