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L’OPINIONE

La parola ai meridionalisti n= on tanto per caso

In questa rubrica vengono espresse opinioni politiche, posizioni di storici, giornalisti ed appassionati su vicende a prescindere dal pensiero e dai giudizi della Redazione che può anche non condividere, ma che per dovere di cronac= a e di diffusione della verità storica ritiene di pubblicare.=

 


 

Aldo Cazzullo e l’art. 416,bis.

 

di Antonio Perrucci

 

 

 

Mala tempora currunt, e se a un qualsiasi procuratore della Repubblica capitasse di leggere l’articolo pubblicato sul Corsera il giorno 8 c.m. a firma di Cazzullo e titolato: = 220;Quelle ragazze che fecero la Patria”, vista l’obbligatoriet&ag= rave; dell’azione penale, il Cazzullo potrebbe rischiare di essere trascina= to in Tribunale con un’imputazione foriera di qualche possibile anno di galera, ospite nella stessa cella di Cuffaro.

Concorso esterno in associazione mafiosa, art. 416-bis c.p. La stessa Cassazione delinea tra i requisiti un’occasionalità e autonomia del contributo prestato.

Inoltre, la partecipazione coincide con un contributo casuale apprezzabile apportato= da l’agente alla vita e alla conservazione dell’associazione. Da ciò si evince che pur non facendo parte in modo organico della camor= ra, il Cazzullo con i suoi scritti fa = apologia e difesa del sistema camorrista.

Qualcuno dirà che il carnevale è alle spalle e che sarebbe meglio parl= are di cose serie.

Ebbene, la lotta alla mafia, alla ndrangheta e alla camorra è forse un nuovo gioco di società o un annoso problema che a detta di numerosi giorna= li e giornalisti è necessario estirpare? Noi propendiamo per la seconda soluzione, il Cazzullo invece sembra dare il solito colpo alla botte altern= ando un colpo al cerchio.

Non è passato molto tempo da quando una linea di T-shirt riportava scrit= te quali: “Mafia-Made in Italy<= /b>”, “Cosa Nostra, Tipico Stile Italiano”, e amenità varie. C= i fu una levata di scudi, una protesta generale contro la diffusione e vendita di tali articoli, peraltro molto richiesti. Un deputato presentò un’interpellanza chiedendo che venissero ritirati dal mercato e una sanzione verso il produttore. Non so quale esito abbia avuto questa campagna anti T-shirt paramafiose, ma ciò sta a dimostrare quanto sia sensibi= le il tema “associazioni mafiose”.

Allora il Cazzullo, nella foga di scrivere il suo giornaliero articolo pro risorgimento e non smentendo la sua piemontese e lombrosiana prevenzione ve= rso tutto ciò che stanzia al di sotto del Garigliano, nel tentativo di accreditarsi verso i suoi committenti (Comitato per i festeggiamenti per i = 150 anni) e quindi assurgere alla storia come il più risorgimentalista d= el XXI secolo, scrive a getto continuo e, purtroppo, non trova il tempo per leggere altro che non sia il solito copia e incolla tanto caro agli student= elli poco volenterosi. E la fregola del nostro amanuense lo porta a commettere errori che sfiorano o il ridicolo o l’apologia della camorra.<= span style=3D'font-size:14.0pt;line-height:115%;font-family:Georgia;mso-bidi-fon= t-family: Arial'>

Nel suo articolo sopra citato il Cazzullo (è l’inizio della cazzulleide) scrive: “Come Marianna De Crescenzo, che nel 1860 accogl= ie Garibaldi a Napoli alla testa di 200 armati”. Ecco il corpo del reato= , Cazzullo trasforma una mignotta e camorrista in una eroina del risorgimento. E, quindi, fa apologia della camorra, un contributo causale ma che di fatto trasforma la camorra in una comitiva di combattenti per la libertà, quasi eroi da emulare.

E’ noto, infatti, anche ai non addetti ai lavori che questa Marianna era meglio nota come Giovannara, tenutrice= di una casa di tolleranza e sodale con la camorra di cui un suo cugino Tore e’ Crescenzo era capoba= stone.

Quanto ai 200 armati, il Cazzullo evita di dire che erano tutti camorristi chiamat= i da un altro camorrista ante litteram, Liborio Romano a svolgere funzioni di polizia, essi fecero da scorta a Garibaldi durante il suo soggiorno napolet= ano, scorta molto gradita dallo stesso Garibaldi il quale remunerò lautam= ente scorta e Giovannara, attingendo come era abitudine del nizzardo alla cassa = del Banco di Napoli.

La camorra, grazie a Garibaldi, entrava nelle stanze dei bottoni e da allora n= on è stata ancora cacciata.

Come rimproverare qualche ragazzotto con poco cervello se va in giro con una T-s= hirt da frikkettone borgataro, se il Corsera quello che una volta era “il Giornale”, presta le sue pagine alle corsare esternazioni di chi cono= sce poco o affatto la storia,anche quella delle piccole cose?=

Oh Cazzullo, tu che aspiravi ad un posto al Pantheon o almeno una nicchia a Superga quale premio delle tue fatiche per questi 150 anni dacché voi (tu) vi faceste carico del fardello del Sud, quel Sud depresso e clientelar= e, mafioso e disoccupato, abusivista e criminale, quel Sud che è stato sempre così e questo almeno nella considerazione che civili erano so= lo quelli che scendevano dal Nord.

Noi, caro Cazzullo, eravamo e nonostante tutto restiamo una Nazione, e non saran= no certo le sciocchezze che a fiumi scrittori e giornalisti “salariati” continuano a produrre, non saranno questi festeggiamenti che potranno farci sentire un improvviso amor di patria per questa tua patria.

Noi celebriamo, non festeggiamo, i nostri caduti, mai ricordati e anzi ignorati= ed infangati dalla agiografia risorgimentale. Noi non ci sentiamo affatto partecipi agli elogi che tu levi a ricordare “l’eroismo” = di una zoccola che tu intendi trasformare in eroina.

Non siamo ancora tanto emancipati, siamo del Sud, ancora indigeni da colonizzar= e
Un certo Giuliotti scriveva : “ Il giornalista è in fondo la parodia della potenza, il servitore vestit= o da padrone, il feto dell’intelligenza che non si sviluppa né muor= e. Quando questo falso dominatore si vanta di trarre i fili a una infinit&agra= ve; di burattini e di divertirsi al giuoco, è bugiardo. Vi sono dei burattinai ai quali serve, ai quali si inchina, ai quali lecca i piedi&= #8230;“ (tratto da L’ora di Barabba) forse il Giuliotti pensava ai tanti scri= ba che ai rari giornalisti di oggi.

 

 

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