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L’OPINIONE

La parola ai meridionalisti n= on tanto per caso

In questa rubrica vengono espresse opinioni politiche, posizioni di storici, giornalisti ed appassionati su vicende a prescindere dal pensiero e dai giudizi della Redazione che può anche non condividere, ma che per dovere di cronac= a e di diffusione della verità storica ritiene di pubblicare.=

 


 

Meridionalisti, Storici e venditori di taralli

 

La genesi del Neomeridionalismo

 

di Gugl= ielmo Di Grezia

 

 

All’inizio vi e= rano i Meridionalisti, tanto per citarne qualcuno ad esempio: Guido Dorso, Antonio Gramsci, Angelo Manna, per arrivare di recente a Pino Aprile etc. P= oi arrivarono gli Storici e fecero tutt’uno con i Meridionalis= ti, tra questi ve ne sono molti a cominciare da Francesco Saverio Nitti, e recentemente Nicola Zitara e via discorrendo sino agli attuali Gigi Di Fior= e, Gennaro De Crescenzo, Enzo Gulí, etc. generando i Neomeridionalisti.=

Infine arrivarono col= oro che, avendo capito la forza del pensiero o meglio del prodotto ed intuendo che ci si poteva speculare, formarono una bella schiera di persona= ggi e figuri che occuparono ogni spazio a portata di mano, trattando il meridionalismo come fosse un qualsiasi prodotto da forno, come i taralli, p= er esempio.

Memorabile è la figura della “maschera di pic= aresca sofferenza”, soprannominato anche, mi dicono, “il tarallaro di San Nicola la Strada&= #8221;. Questo individuo, che non si ferma davanti a niente ed a nessuno - nemmeno davanti agli affetti più cari - proprio come si farebbe per il noto prodotto da forno (i taralli), ne fa saggiare la bontà (metaforicame= nte parlando) poi, aiutato dai suoi compagni di merende, approccia i vari espon= enti per piazzare il prodotto. La coerenza di questi soggetti è proverbia= le. Si passa da ferventi “neoborbonici” a irriducibili “repubblicani” - tanto da divenire portavoce dell’allora Partito Socialista - per poi rientrare nelle schiere “tradizionaliste= ”, non prima di aver svernato nelle file dell’M.P.A. di Raffaele Lombard= o. Da lì sono, poi, approdati alla “terza via” che, per chi= non ne fosse a conoscenza, è la “socializzazione” (nel senso= di Repubblica Sociale Italiana) antagonista del Comunismo e del Fascismo. Per i più, in verità, la “socializzazione” non è altro che il riciclaggio del fascismo alla sua caduta, ma si sa che la nostalgia e soprattutto gli interessi sono duri a morire.

Come questi venditori= di taralli,  insieme a quelli  di purtualle (arance), riescano ad uscire di casa è inspiegabile, che poi arrivino addirittura a candidarsi, rimane un mistero.

Qualcuno potrebbe def= inire certi soggetti grotteschi, ma secondo me questo punto è stato gi&agr= ave; superato da un pezzo da costoro ed adesso sono molto di più. =

Infatti cosa vi dice = il fatto che ultimamente si sono definiti addirittura “filoborboniciR= 21; (la famosa quarta via…) ? Certo che la coerenza non è acq= ua e nemmeno il loro forte.

Fino a qualche momento prima questi signori non facevano altro che criticare ferocemente i “borbonici”, e tutto ciò che facesse riferimento ai Borb= one, per le loro "retrograde idee" (sic.).

A parte quanto ieri affermato, visto che il filone “tira, ora si dichiarano anche loro “filoborbonici”. La cosa bella è che il “picaro= 221; non è il solo. =

Che parte del sottobo= sco del Neomeridionalismo fosse costellato di gruppi e gruppuscoli fascistoidi e repubblichini era noto, ma che questo sottobosco fosse diventato una palude= di liquami fecali di varie estrazioni ideologiche, sinceramente è scope= rta dura da mandare giù anche per i più pessimisti.

Nel frattempo i signo= ri del Nord aiutati dai loro amici politici del Sud (M.P.A., Noi Sud, etc.) fanno i loro porci comodi. Il tutto per la solita e magna summa (del pensier= o di questi meridionalisti): Franza o Spagna purché se magna.

La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca e all’insistenza c= on cui egli resta alla ricerca”, questo è quel che diceva Heidegger, io, purtroppo, inizio a pensare come Kant: “La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché= ; le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana”.