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È DI NUOVO<= strong>

ALLARME CARDITELLO=

 


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Uno dei siti sto= rici campani più belli ed importanti che non riesce ad uscire fuori dal pericolo dell’abbandono e dell’indifferenza istituzionale.=

Un patrimonio in= estimabile da salvare a tutti i costi che rientra tra le emergenze monumentali non anc= ora risolte.

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Cap. Alessandro Romano

 

 


 

Occupiamo Carditello

-=          di Nadia Verdile  -

 

«Occupiamo Carditello!»: questo il nuovo grido d’allarme lanciato dalle associazioni che da anni sono impegnate per = la salvaguardia e il recupero della reggia borbonica in territorio di San Tamm= aro.

L’annuncio della vendita all’asta del sito reale ha portato altro gelo sulle tre giorn= ate di apertura straordinaria.

L’incessante la= voro messo in campo dalle associazioni per salvare il luogo più ardito de= lle sperimentazioni agricole del Settecento sembrerebbe essere stato vanificato dalla non più rinviabile richiesta di recupero crediti da parte del = Banco di Napoli. Oggi l’ultima giornata per raccogliere fondi. Ma a che serviranno se poi il bene sarà venduto al miglior offerente? E quanti rischi si correranno se questo ne farà l’uso che ne vorr&agrav= e;? «Non ci resta che occupare – dice Alessandro Manna, presidente = di Siti reali - se il sito va in mano ai privati non vedo altre soluzioni. Sia= mo fermamente convinti che la proprietà debba rimanere pubblica, sia es= sa gestita da un consorzio, dalla Regione o da un condominio di enti». <= /span>

Più possibilis= ta la posizione dell’Università che non condanna l’acquisto da parte dei privati ma ne indica, con chiarezza, le destinazioni d’uso. «Non sarebbe una grave iattura – dice infatti Simonetta Conti, docente di geografia alla Sun, rappresentante dell’ateneo nel coordin= amento pro Carditello – purché la residenza borbonica non perda alcune delle sue caratteristiche precipue legate alla sperimentazione agricola e a= gli allevamenti, magari con laboratori vivi di produzione e naturalmente garant= endo la parte museale che deve essere migliorata, curata e mantenuta aperta al pubblico per la sua straordinaria importanza culturale, artistica, storica». L’impegno pe= r far conoscere la residenza borbonica, sensibilizzare cittadini e istituzioni sullo stato di degrado e abbandono del monumento di Terra di Lavoro e discu= tere di agricoltura, territori e sviluppo è da anni al centro delle attività di un congruo gruppo di associazioni in collaborazione con = la Sun.

La tre giorni, promos= sa ed organizzata dalle associazioni Oltre il Giardino e Siti Reali Onlus, insieme con il Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno, ha voluto ricreare le atmosfere storiche e culturali del sito borbonico, luogo= di caccia e reale delizia della corte, ma contemporaneamente azienda agricola = innovativa nel secolo dei lumi.

Incontri e dibatti con pubblici amministratori, autorevoli responsabili istituzionali, imprenditori del mondo agricolo, operatori culturali, cittadini e associazioni. Tre gior= ni nei quali Carditello diventa palcoscenico di spettacoli della tradizione musicale popolare e aulica del territorio, con l’esibizione dei Taraf= de Funiculàr – Folkonauts e del progetto Bagaria, diretto da Augu= sto Ferraiolo e dei
gruppi musicali Antico Presente e Scuola di Tarantelle Montemaranese,
in collaborazione con l’Associazione Architempo, e per finire del quartetto dell’Orchestra San Giovanni dell’omonima Accademia. <= /span>

In esposizione alcuni= dei prodotti enogastronomici dei territori regionali - ai quali è dedica= to il Padiglione del Gusto, uno dei luoghi suggestivi del sito borbonico - ed è possibile degustare ricette create per l’occasione dal gruppo dei Cuochi Normanni, guidati dallo chef Nino Cannavale. Allestita anche una mostra di riproduzioni cartografiche di Carditello curata dalla facolt&agra= ve; di Lettere e Filosofia della Sun e dall’associazione Pianeta Cultura guidata da Paolo Mandato, e quella della mozzarella e degli antichi mestier= i di Terra di Lavoro realizzata dal comune di Cancello e Arnone.

 

 

 

 


 

 

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