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Giuseppe Maria Galanti

(S. Croce del Sannio 25 novembre 1743 - 6 ottobre 1806). Il padre volle avviarlo alla carriera forense, "ma più del Foro - afferma un suo biografo - egli amava coltivare la amicizia del Genovesi e la giurisprudenza naturale ed economica". Del Genovesi fu affettuoso discepolo e lo difese "in maniera franca e coraggiosa" dai suoi detrattori, con quell'Elogio storico del signor Abate Antonio Genovesi (Napoli, 1722) che gli procurò - è vero - "non pochi disgusti", ma anche i compiacimenti del Voltaire e del D'Alembert. La sua scarsa vocazione per il Foro, gli fece prescegliere l'editoria, ma l'impresa fu ostacolata da gelosia di librai e da opere invendute o censurate, sicché si indusse a creare quel Gabinetto Letterario che gli sopravvisse. Dal 1781 data la sua originale attività di economista e di statista con la Descrizione dello Stato antico ed attuale del Contado di Molise e con un Saggio storico sulla costituzione del Regno di Napoli. L'opera incontrò l'approvazione di Ferdinando IV di Borbone e il Galanti fu invitato a studiare le condizioni delle varie province del Regno, inchiesta che dovrà poi essere ripresa nel 1811 durante il Regno di Gioacchino Murat. Dal 1790 al 1797 egli viaggiò raccogliendo numerosi dati che corredò con osservazioni e proposte. Queste relazioni inviate al Re, gli dovranno poi servire per la stesura della sua opera maggiore in cinque volumi Descrizione geografica e politica delle Sicilie (Napoli, presso i Soci del Gabinetto Letterario, 1786-1794) giudicata "la prima opera di vera e compiuta statistica comparsa in Europa". Fu tradotta in varie lingue ed esaurite le prime due edizioni, la nuova ristampa fu "per segreto ordine sospesa", ordine dovuto alle preoccupazioni di natura politica che dominavano la Corte in seguito agli avvenimenti d'Oltralpe. Nel 1791 il Galanti completò col secondo volume, la Nuova descrizione storica e geografica d'Italia e in seguito (1792), pubblicò una Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno. Dopo aver eseguite altre indagini statistiche nel confinante Stato Pontificio, il Galanti fu nominato giudice dell'Ammiragliato (17 marzo 1798). La Repubblica Napoletana non trovò in lui un suo fautore anche se costretto dal Commissario organizzatore Abrial ad assumere la carica di componente la Commissione di Finanza. Scrisse allora una Memoria intorno allo stato dei Banchi (Napoli, Gabinetto Letterario, 1799). Col ritorno di Ferdinando IV, scampò alla reazione vivendo lontano e nascosto in casa del molisano F. De Attellis e poi, dopo l'amnistia del 1801, dandosi a viaggiare nell'Italia centrale e settentrionale. Ultimo importante suo scritto in questo periodo, il Testamento forense (Venezia, Graziosi, 1806) vera requisitoria contro "i vizi e le turpitudini del Foro napoletano". Con esso, il pensiero sociale e politico del Galanti ha la sua ultima manifestazione. Aveva già nella "Descrizione geografica e politica delle Sicilie", precorrendo le innovazioni che la dominazione francese si accingeva ad attuare, invocate le più urgenti riforme nella struttura dello Stato; proclamata l'uguaglianza dei ceti sociali dinanzi alla legge, condannati gli arbitrii e le violenze feudali; sostenuta la necessità di dare incremento all'agricoltura e al commercio e di favorire la diffusione della coltura; prospettati, infine, nuovi rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Il 15 maggio 1806, Giuseppe Bonaparte nominava il Galanti bibliotecario del Consiglio di Stato, ma il 6 ottobre aggravato da malanni moriva. Un secolo dopo, un illustre suo concittadino, Girolamo Vitelli ricordava nella lapide apposta sulla facciata della casa natale del Galanti, "l'ardito consigliere di savie riforme" che "negli ordinamenti di giustizia e di governo, con la sapienza degli scritti meritò fama europea".

Opere. - V. particolarmente: P. ALBINO, Biblioteca molisana cit. pp. 10-12 (ivi comprese le opere tradotte dal francese e dall'inglese, memorie forensi e scritti inediti); N. CORTESE, Per una biografia di G. M. Galanti (con una ricca bibliografia) sotto cit.

Bibl. - F. A. SORIA, Memorie storico-critiche degli Storici napoletani cit., I, p. 268; C. MINIERI Riccio, Memorie storiche cit., pp. 137 e 398; E. TIPALDO, Biografie degli italiani illustri cit., I, ad n.; G. VERRECCHIA, G. M.Galanti, Campobasso, S. A. Tip. molisana, 1924; G. M. MONTI, Due grandi riformatori del Settecento: A. Genovesi e G. M. Galanti, Firenze, Vallecchi, 1926; N. CORTESE, Per una biografia di G. M. Galanti in Samnium, 1935, p. 153; Id. Gli Abruzzi alla fine del Settecento nella descrizione di G. M. Galanti in Samnium, 1939, p. 133 e 1940, p. 135; G. DE RUGGIERO, Il pensiero politico meridionale nei secoli XVIII e XIX, Bari, Laterza, 1946, pp. 48 e 96; T. VARRONE, S. Croce del Sannio cit., p. 76. - cfr. A. FRACCACRETA, G.M. Galanti e la sua relazione sulla Capitanata, Bari, Cressati, 1936 (v. Samnium 1937, p. 100) e Galanti Pier Luigi.

da "DIZIONARIO BIO-BIBLIOGRAFICO DEL SANNIO" di Alfredo Zazo, Ed. Fausto Fiorentino, Napoli, 1973

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